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Esperto militare commenta azioni USA e di Israele in Siria

© AP Photo / Rami SlushIsraeli security stands around the wreckage of an F-16 that crashed in northern Israel, near kibbutz of Harduf, Saturday, Feb. 10, 2018.
Israeli security stands around the wreckage of an F-16 that crashed in northern Israel, near kibbutz of Harduf, Saturday, Feb. 10, 2018. - Sputnik Italia
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Israele e gli USA conducono a loro esclusiva discrezione attacchi contro obiettivi all'interno della Siria, ignorando il diritto internazionale e agendo sulla base delle legge del più forte, ritiene il redattore capo di Arsenal Otechestva, il colonnello Viktor Murakhovski.

Come dichiarato dal portavoce del presidente degli Stati Uniti, Sarah Sanders, Israele è un solido alleato degli Stati Uniti, e supportano il suo "diritto di difendersi contro le milizie sostenute dall'Iran e dalle forze siriane nel sud della Siria."

In precedenza, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto di aver avuto una conversazione telefonica con Vladimir Putin durante la quale ha parlato dei "diritti e doveri" dello Stato ebraico per difendersi contro gli attacchi dal territorio della Siria.

La conversazione ha avuto luogo sullo sfondo di un netto peggioramento della situazione sul confine siro-israeliano, dove in un giorno sono stati abbattuti un drone iraniano e un caccia israeliano, colpito da pesante fuoco antiaereo. I leader russi e israeliani, secondo il rapporto, hanno anche concordato di continuare il coordinamento tra i militari dei due paesi al fine di evitare situazioni di conflitto in Siria.

"Le consulenze di coordinamento non verranno interrotte. Non è un segreto che l'Iran sta cercando di agire in modo indipendente in Siria e che trova in questo senso il supporto delle autorità politico-militari della Siria. È anche indubitabile il contributo delle forze armate dell'Iran nella sconfitta dello Stato islamico. Dunque la storia di contrasto tra Iran e Israele è di lungo termine, e non si esaurirà con questo episodio" ha detto a Sputnik sabato Murakhovski.

Egli ha sottolineato che "Israele conduce raid con la propria aviazione, come dichiara, contro obiettivi iraniani in Siria, ma in tali attacchi possono essere colpiti i militari russi, quindi questo coordinamento tra il comando militare russo in Siria e l'esercito israeliano è assolutamente necessario".

Secondo l'analista questo è anormale se ci si approccia in maniera idealistica alle norme del diritto internazionale.

"Ma vediamo che gli Stati Uniti agiscono esattamente nello stesso modo sul territorio della Siria, riservandosi il diritto di condurre raid contro i terroristi. Inoltre si riservano il diritto di attaccare le milizie alleate delle forze del governo siriano, che minacciano i clienti statunitensi che operano in Siria nella formazione delle SDF (Forze Democratiche Siriane)" ha aggiunto l'esperto.

L'esperto ha osservato che l'Iran ha anche inflitto attacchi missilistici balistici contro Daesh in Siria.

"Su questo piccolo territorio, apparentemente, si riuniscono oggi gli interessi globali di molte potenze, che, francamente, hanno calpestato tutte le nozioni idealistiche del diritto internazionale, infatti, si torna al periodo in cui vige la legge del più forte" ha concluso Murakhovski.

Sabato scorso il servizio stampa dell'esercito dello stato ebraico ha riferito che un F-16 israeliano è precipitato dopo una sortita sulle posizioni dell'Iran nel territorio della Repubblica Araba Siriana. I media di stato siriani hanno detto che i sistemi di difesa aerea del paese hanno respinto l'attacco dell'aeronautica israeliana.

Il contingente militare della Federazione Russa si trova sul territorio della Siria su richiesta del legittimo presidente della Repubblica araba siriana, Bashar Assad.

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