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Hollywood, Morgan Freeman come esperto di “minaccia russa” e Balcani

© AP Photo / Chris PizzelloMorgan Freeman
Morgan Freeman - Sputnik Italia
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Quando si parla di dichiarazioni politiche di personaggi famosi, soprattutto attori, ci si pone sempre la domanda se credono veramente in quello che dicono o lo fanno solo per soldi.

In uno degli episodi del documentario "The Story of Us", in onda sul canale "National Geographic", il famoso attore americano Morgan Freeman si è recato in visita a Srebrenica ed ha parlato con il giornalista di Sarajevo Senad Hafizovic, che aveva descritto come l'esercito serbo aveva ucciso i musulmani a Srebrenica con l'obiettivo di annettere a Belgrado parte della Bosnia-Erzegovina.

Certo nessuno nega i crimini terribili avvenuti a Srebrenica, ma il problema è che nella serie i serbi vengono presentati come gli unici colpevoli della guerra, allo stesso tempo nella pellicola, che si presenta come un documentario non c'è una sola parola sulle vittime serbe della guerra in Bosnia e dei casi di massacri contro i civili, come l'attacco l'eccidio di Kravica. Non ci sono interviste con i rappresentanti del popolo serbo, per esempio dell'associazione "Serbi di Sarajevo", i quali potrebbero testimoniare che dal 1992 al 1995 circa 6.600 serbi sono stati uccisi nella provincia della capitale della Bosnia-Erzegovina.

Secondo il regista serbo Aleksandar Mandic, è un indicatore della ricostruzione americana, che può definirsi come "incompetenza pretenziosa".

"Le grandi nazioni sono spesso caratterizzate da questo: credono di essere più intelligenti e di sapere tutto, ma in realtà sono comuni ignoranti. Una persona che non ha idea di cosa stia dicendo, ma si comporta come se sapesse tutto. La cosa più divertente e terribile di qualsiasi altra cosa e che non pagano nulla per quello che dicono. Non per parole, né per i bombardamenti, né per la morti… "

Il suo collega Stanko Crnobrnja in un'intervista a Sputnik ha chiamato Freeman "profano politico", che come molte star di Hollywood "ritualmente fa visita ai punti caldi."

Quando si parla di dichiarazioni politiche di personaggi famosi, soprattutto attori, ci si pone sempre la domanda se credono veramente in quello che dicono o lo fanno solo per soldi.

Ricordiamo che nel settembre 2017 Freeman aveva registrato un video in cui aveva cercato di convincere i suoi concittadini che Trump aveva vinto le elezioni con l'intervento della Russia. Questa è la posizione dei Democratici, come nel caso di Srebrenica.

Mandic ritiene che non sia una questione di soldi. "Freeman parla di cose che pensa di capire. Ma sono convinto che non sia così", ha detto il regista.

Secondo Stanko Crnobrnja, è ampiamente noto che le agenzie governative americane sfruttino Hollywood e il mondo dello spettacolo come strumento di influenza.

Ad esempio si ricorda il caso di Mariah Carey, che nel 2001 aveva intrattenuto con le sue hit le forze di pace americane in Kosovo.

"Hollywood serve per promuovere il "soft power" americano da molto tempo, e anche se è conosciuto come centro progressista, è stato a lungo il focolaio della destra nella persona di Ronald Reagan. Negli Stati Uniti il legame tra la politica da un lato e dei media ed Hollywood dall'altro è ovvio e naturale: Kennedy era il presidente della televisione, Reagan del cinema, Obama di internet, Trump è il presidente di Twitter," — conclude Crnobrnja.

 

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