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Premier polacco spiega l'obiettivo principale della legge "anti-Bandera"

© Sputnik . Alexander Mazurkevich / Vai alla galleria fotograficaMonumento al padre del nazionalismo ucraino Stepan Bandera, Ternopil
Monumento al padre del nazionalismo ucraino Stepan Bandera, Ternopil - Sputnik Italia
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L'obiettivo principale della nuova legge polacca sull'Istituto Nazionale di Memoria è prevenire le distorsioni della storia. Lo ha affermato il premier Mateusz Morawiecki in un video messaggio pubblicato dal suo ufficio.

In precedenza il Senato aveva approvato la legge per attribuire la responsabilità penale all'apologia del nazionalismo ucraino di Stepan Bandera e alla negazione dei massacri della Volinia, nonché a chi sostiene il coinvolgimento dei polacchi nei crimini nazisti contro gli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. La legge entrerà in vigore dopo la firma del presidente Andrzej Duda.

"La Polonia è stata la prima vittima del Terzo Reich, la morte e la sofferenza nei campi di concentramento nazisti erano il destino comune di ebrei, polacchi e membri di molte altri popoli e gruppi etnici," — ha detto Morawiecki, notando che quasi ogni famiglia polacca ha perso un proprio caro durante la guerra.

Il capo del governo della Polonia ha sottolineato che la negazione dell'Olocausto è una falsificazione della storia, così come nascondere la responsabilità dei veri autori di questi crimini.

"Vogliamo combattere le bugie in ogni forma", ha aggiunto.

In precedenza il presidente ucraino Petr Poroshenko ha definito il disegno di legge inaccettabile.

"La verità storica richiede una conversazione franca e dialogo, non divieti". Le valutazioni contenute in questa decisione sono assolutamente di parte e categoricamente inaccettabili", ha detto.

Il capo della diplomazia ucraina ritiene a sua volta che l'introduzione del termine "crimini dei nazionalisti ucraini" sul piano legislativo "indurisce gli stereotipi unilaterali e provoca una reazione di risposta".

L'ex ministro della difesa dell'Ucraina, il generale Alexander Kuzmuk, ha dichiarato che gli ucraini che lavorano in Polonia possono "prendere i forconi" se inizieranno a fare i conti con la storia.

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