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Serbia: onorificenza a greco che si rifiutò partecipare a bombardamenti NATO in Jugoslavia

© AFP 2021 / ANDREJ ISAKOVICBelgrado, i resti del Quartier Generale militare distrutto nei bombardamenti del 1999
Belgrado, i resti del Quartier Generale militare distrutto nei bombardamenti del 1999 - Sputnik Italia
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La Chiesa Ortodossa ha insignito con l’Ordine del Re San Costantino l'ufficiale della marina greca in pensione Marinos Ritsudis per aver rifiutato di partecipare all'attacco della NATO in Jugoslavia nel 1999, secondo quanto riportato dal servizio stampa dell'SPC.

La cerimonia di ricezione dell'onorificenza è avvenuta a Belgrado il 23 gennaio.

"Dopo aver scontato la sua pena e dopo tutte le tentazioni, ha avuto il coraggio di dire: non sono un eroe, eroe è stato il popolo serbo!" Questi sono i precetti di un vero cristiano, coraggioso, saggio e autentico. Non abbiamo abbastanza parole per ringraziarlo per questo atto, quindi abbiamo deciso di onorarlo con l'ordine del Re San Costantino" ha detto il Patriarca Irinej.

I bombardamenti contro la Repubblica Federale di Jugoslavia (che comprendeva Serbia e Montenegro) furono condotti dalla NATO  per 78 giorni da marzo a giugno nel 1999. L'Occidente accusava le autorità di Belgrado capeggiate da Slobodan Milosevic di pulizia etnica nei confronti degli albanesi kosovari. La ragione ufficiale per l'inizio delle operazioni militari della NATO fu la presenza di truppe serbe in Kosovo.

Ancora oggi non ci sono dati precisi sulle vittime dei bombardamenti. Secondo le stime dei serbi, durante le operazioni militari sono morti dai 1200 ai 2500 civili, e fino a 12500 feriti.

L'Ordine del Re San Costantino della Chiesa Ortodossa serba viene assegnato a personalità religiose e civili per contributi significativi alla libertà di religione e per la difesa dei diritti e delle libertà dell'uomo in generale.

Il tenente della Marina Marinos Ritsudis rifiutò di imbarcarsi sul cacciatorpediniere Themistocles nell'aprile del 1999 poco prima della partenza, per non partecipare all'attacco contro la Serbia. Molte fonti serbe dicono che Ritsudis era il capitano della nave e ordinò all'equipaggio di tornare al porto, ma questo non è vero.

Prima della partenza del Themistocles nell'Adriatico, l'ufficiale incontrò l'allora arcivescovo Christodoulos e il sacerdote George Metallinosom, che allora era con lui nella sala della Corte Navale 21 aprile 1999. Lo stesso sacerdote disse che non conosceva Ritsudis, ma che gli consigliò di agire secondo la propria coscienza.

I media greci hanno scritto che l'ufficiale chiese la benedizione della chiesa. L'entourage dell'arcivescovo ha rifiutato di dichiarare se ci fu o meno un incontro, non è stato né confermato né confutato. Dopo l'incontro, Ritsudis ha informato il suo capitano e il comandante della nave, nonché il pubblico Ministero della corte navale, che si rifiutava di obbedire all'ordine.

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La corte militare della marina lo condannò a due anni e sei mesi con una sospensione condizionale di tre anni. I presenti alla corte accolsero questa decisione con un applauso. Dalla folla riecheggiavano le parole "bravo" e successivamente in Grecia ci furono molte manifestazioni contro la guerra e contro i bombardamenti unilaterali in Serbia.

Il comando della Marina licenziò Ritsudis, il quale ha poi fatto ricorso alla Corte Europea, ma senza risultato. Lui stesso ha affermato di aver fatto ciò che la coscienza richiedeva, perché "la legge di Dio è al di sopra di tutto".

Come scrisse il sito religioso pentapostagma.gr, "è un atto eroico per resistere ai dettami del nuovo ordine, e Marinos Ritsudis, combattente coraggioso, non ha chinato la testa e non era dalla parte del crimine".

Il sito ha affermò anche con che con Ritsudis altri 10 marinai dichiararono apertamente il loro disaccordo alla partecipazione ai bombardamenti NATO in Jugoslavia e si rifiutarono di imbarcarsi per l'Adriatico. Tuttavia, è stato dato un solo nome: Nikos Gardikis.

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