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Le autorità della Crimea hanno respinto l'idea di referendum delle Nazioni Unite

© Sputnik . Vasiliy Batanov / Vai alla galleria fotograficaLa Crimea
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Un nuovo referendum sullo status della Crimea non è necessario, la Crimea ha già fatto una scelta nel 2014 e non ha intenzione di dimostrare niente a nessuno, ha detto a Ria Novosti il vice-premier del governo della repubblica Dmitry Polonsky.

Ieri il membro della camera dei lord del Parlamento britannico Richard Balf dal podio dell'assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa ha espresso l'idea di tenere in Crimea un referendum sotto l'egida delle Nazioni Unite, affinché la gente "liberamente esprima la sua volontà".

"La Crimea la sua volontà l'ha dimostrata nel 2014, e ha chiuso la questione. Su questo si è espresso più volte il presidente della Federazione Russa, e tale opinione è supportata da tutti in Crimea. Non abbiamo niente da dimostrare a nessuno" ha detto Polonsky, che ha sottolineato che prima di fare simili affermazioni, si dovrebbe attuare la volontà del popolo britannico, che ha votato per l'uscita del paese dall'Unione Europea.

"Realizzate la volontà degli inglesi, poi potrete dare consigli su come c'è bisogno di prendere decisioni, come e chi votare, come e cosa fare. Sarebbe giusto e ragionevole. I lord non hanno assolutamente alcun diritto di indicare alla Crimea, come e cosa fare. Penso che sceglieremo facendo a meno di loro" ha sottolineato il vice-premier.

La Crimea è diventata russa con un referendum, indetto dopo il colpo di stato in Ucraina. Per la riunificazione con la Russia ha votato il 96,77% degli elettori della Repubblica di Crimea e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli.

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