Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Le Monde: Parigi punta ai leader per la lotta contro le armi chimiche

© Sputnik . Vladimir Sergeev / Vai alla galleria fotograficaLe bandiere di Russia, UE, Francia
Le bandiere di Russia, UE, Francia - Sputnik Italia
Seguici su
Parigi intende ripristinare l'influenza diplomatica nel conflitto siriano e aggirare il veto russo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'indagine per l'uso di armi chimiche in Siria, scrive Le Monde.

L'iniziativa della Francia per la creazione di partnership internazionali per la lotta contro l'impunità per l'utilizzo di armi chimiche è sostenuta da circa 30 paesi. La nuova associazione ha lo scopo di prevenire la diffusione di armi chimiche e perseguire i colpevoli del loro utilizzo.

"E un evento simbolico, un tentativo di restituire influenza diplomatica al conflitto siriano": così descrive Le Monde l'iniziativa delle autorità francesi per la creazione di partnership internazionali per la lotta contro l'impunità per l'uso di armi chimiche. Come riporta il giornale, l'iniziativa è sostenuta da circa 30 paesi, tra cui "USA, le grandi potenze europee, ma anche stati africani, asiatici e sud-americani".

"Si tratta di porre fine all'impunità e assicurare i responsabili di terribili crimini alla giustizia" spiegano al Ministero degli Esteri francese. Come ricorda l'edizione, fin dalla sua elezione come presidente Emmanuel Macron "non si stanca di ripetere che l'uso di armi chimiche è una linea rossa e Parigi è pronta ad adottare contromisure".

L'obiettivo di questa partnership è "trovare una soluzione" attraverso i poteri dei singoli stati, in quanto le azioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sono "bloccate" da parte di Mosca, che ha usato due volte il diritto di veto a novembre 2017.

Come ricorda il giornale, un mese prima, con il sostegno delle Nazioni Unite, l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, l'OPAC, ha addossato al governo siriano la responsabilità dell'attacco con l'uso di gas sarin a Han Sheikun ad aprile del 2017. Oltre a questo, secondo l'organizzazione, il governo siriano non ha completamente distrutto le scorte di armi chimiche, contrariamente agli accordi raggiunti nell'autunno del 2013, dove a garantire era la Russia.

"Attraverso la raccolta e la conservazione dei dati riguardanti i colpevoli che hanno usato queste armi, la compilazione di liste delle persone e associazioni coinvolte, l'introduzione di sanzioni economiche nei loro confronti, come il congelamento dei beni, il divieto di rilascio di visti, alla fine del procedimento, i paesi partecipanti, in primo luogo, chiuderanno il cerchio intorno a coloro che hanno contribuito e continuano a caricare l'arsenale chimico del regime siriano", spiega Le Monde.

Oltre alle autorità siriane, la preoccupazione dei partecipanti è dovuta al regime nordcoreano, che "senza esitazione usa armi chimiche tecnologiche" per la distruzione di potenziali rivali di Kim Jong-un.

"Ecco il paradosso, dice il giornale citando un alto diplomatico francese, nonostante il divieto di uso di armi chimiche riguardi tutti, la Convenzione del 1993 che vieta la produzione e l'uso di armi chimiche, è stata firmata da 192 stati, ma non è mai stata ancora utilizzata su vasta scala, come  ora". Questo, secondo Le Monde, spiega la tendenza della Francia nel "mandare un segnale politico contro la sua diffusione".

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала