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Paesi africani all'ONU pretendono le scuse di Trump

© Sputnik . Irina Kalashnikova / Vai alla galleria fotograficaDonald Trump
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Gli ambasciatori degli Stati africani alle Nazioni Unite hanno chiesto a Donald Trump di scusarsi per le sue parole offensive all'indirizzo dei Paesi del terzo mondo.

Lo scandalo è scoppiato dopo che i media avevano riferito che in un incontro con due senatori per discutere le questioni d'immigrazione Trump ha chiamato "Paesi di merda" i posti da cui arrivano i migranti in America. In particolare l'offesa sarebbe stata pronunciata riferendosi ad Haiti, al Salvador e ad alcuni Paesi africani.

Come si afferma in un comunicato della missione dell'Unione Africana, che ha lo status di osservatore all'ONU, "il gruppo di ambasciatori dei Paesi africani presso le Nazioni Unite è estremamente scioccato e condanna fermamente le osservazioni oltraggiose, razziste e xenofobe attribuite al presidente statunitense ai media, e chiede di prendere le distanze da queste parole.

Gli ambasciatori hanno riferito di essere preoccupati per la tendenza delle autorità statunitensi a mostrare mancanza di rispetto per il continente africano.

I diplomatici africani hanno espresso solidarietà al popolo di Haiti e di altri Paesi per l'umiliazione ed hanno inoltre ringraziato tutti gli americani che hanno condannato le dichiarazioni di Trump.

L'incontro straordinario dei rappresentanti dei Paesi africani è avvenuto venerdì 12 gennaio. La foto della dichiarazione è stata pubblicata sulla pagina Twitter dell'ex rappresentante degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite Samantha Power. "Wow, non ho mai visto una dichiarazione del genere fatta per conto dei paesi africani contro gli Stati Uniti", ha scritto.  

 

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