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L’ONU chiede all'Iran di ridurre l'uso della forza contro i manifestanti

© AP PhotoProteste in Iran
Proteste in Iran - Sputnik Italia
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Le autorità iraniane devono ridurre al minimo l'uso della forza contro i manifestanti e rispettare i loro diritti. Lo afferma una dichiarazione congiunta de relatori speciali del Consiglio ONU per i diritti umani, pubblicata oggi.

La dichiarazione è stata firmata dal relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Iran, Asma Jahangir; dal relatore speciale sul diritto alla libertà di espressione, David Kaye; dal relatore speciale sulle esecuzioni extragiudiziali e di massa Agnes Kallamar; e dal relatore speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani, Michel Forst.

Nella loro dichiarazione, gli esperti delle Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per le violazioni dei diritti umani da parte delle autorità iraniane durante le proteste di massa che si svolgono nel paese dal 28 dicembre scorso.

"Siamo preoccupati per come le autorità hanno risposto alle proteste… le istruzioni del governo ai rappresentanti delle Guardie Rivoluzionarie di rispondere con fermezza alle proteste e le minacce da parte delle autorità giudiziarie di sanzioni gravi sono inaccettabili", si legge nel documento.

I relatori speciali hanno inoltre espresso preoccupazione per la situazione degli arrestati durante le proteste. Secondo loro, le autorità iraniane dovrebbero divulgare i nomi di tutti i detenuti, fornire loro protezione legale e consentire ai parenti di incontrarli.

"Chiediamo alle autorità di limitare al minimo l'uso della forza e di rispettare pienamente i diritti dei manifestanti, compreso il loro diritto alla vita, alla libertà di espressione e alla libertà di riunione", continua i relatori speciali.

Essi hanno inoltre attaccato la decisione delle autorità di bloccare l'accesso a internet e oscurare alcuni social network, come Instagram, in tutto il paese.

"Disabilitare l'accesso a internet è una grave violazione dei diritti fondamentali… e la censura delle informazioni su Internet e dei programmi di messaggistica è un'illecita restrizione dei diritti sulla libertà di espressione", sottolineano gli esperti.

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