Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

La pressione politica sulla Corea del Nord non funziona, dice l'esperto

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaCorea del Nord
Corea del Nord - Sputnik Italia
Seguici su
L'iniziativa della Corea del Sud di tenere colloqui con la Corea del Nord dimostra che la politica di pressione su Pyongyang non funziona.

Le consultazioni diventeranno una verifica di disponibilità delle due parti per un dialogo profondo e la ricerca della distensione, ritiene il capo del centro RAN per il Sud-Est asiatico, Australia e Oceania Dmitry Mosjakov.

Ieri Kim Jong-un in un discorso alla nazione ha augurato il successo delle Olimpiadi invernali e ha espresso la speranza che gli atleti nordcoreani possano partecipare. In risposta martedì Seul a Pyongyang ha proposto di tenere il 9 gennaio colloqui di alti rappresentanti per discutere di questo problema, e anche "di altre questioni interessanti per migliorare le relazioni tra Nord e Sud". Pyongyang non ha ancora risposto a questa offerta. L'ultima volta che i negoziati dei vice ministri della Corea del Nord e la Repubblica di Corea si sono tenuti è stato a dicembre 2015.

Secondo l'esperto gli eventi degli ultimi due giorni mostrano che Pyongyang con la sua determinazione è riuscita a difendere la posizione di partner alla pari, non cedendo alla pressione degli USA e degli alleati.

"È un grande evento, che conferma che la politica nordcoreana ha una posizione di forza efficace, le sanzioni contro la Corea del Nord non hanno senso, accantonano la Corea del Nord in un angolo e la mettono in una situazione di stallo. Quindi la prima proposta verso la ricerca di un qualche compromesso è stata immediatamente accettata dalla Corea del Sud e, chiaramente, dagli USA, perché senza permesso di Washington sicuramente i sudcoreani non avrebbero risposto così in fretta all'iniziativa del leader nordcoreano Kim Jong-un. La politica di pressione non ha funzionato, per questo sono stati proposti i colloqui, per le minacce che si trovano all'interno dello stato attuale del conflitto" ha detto l'esperto.

In generale, secondo lui, in Corea del Nord "possono essere soddisfatti, hanno mostrato la loro forza, la loro determinazione e questo è stato compreso dal lato opposto".

Tuttavia, egli aggiunge, che non è ancora molto chiaro, che cosa può essere determinato da questi negoziati: "se questo vuol dire l'apertura di una nuova epoca, di negoziazione, di progressiva riduzione delle tensioni, la ricerca di nuovi compromessi, o sarà un caso, associato alla situazione specifica delle Olimpiadi". L'esperto sottolinea che le parti, in caso di successo dei negoziati, saranno in grado almeno di risolvere il problema della partecipazione degli atleti alle Olimpiadi e, forse, a garantire la pace nella penisola coreana nel corso di giochi.

"Parlarne è ancora troppo presto, questo è il primo tentativo, che mostra quanto le parti siano pronte a più profondi ed eventuali compromessi. Credo che, in occasione delle Olimpiadi, la questione sia chiusa, perché è di interesse reciproco, ma che questo sia l'inizio della distensione, la ricerca di compromesso nel conflitto per uno stato meno pericoloso delle cose, se con i giochi Olimpici finirà tutto e tutto tornerà come prima, questo non è ancora chiaro" ha concluso. 

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала