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Dodon critica la decisione della Corte per la nomina dei ministri

© Sputnik . Aleksey Druzhinin / Vai alla galleria fotograficaIgor Dodon
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Il presidente della Moldavia Igor Dodon ritiene che la Corte Costituzionale ha violato la legge con la sua decisione sulla nomina dei ministri bypassando il Capo dello stato.

Secondo la sentenza del tribunale, invece, al posto del presidente i membri del governo possono decidere chi sia il presidente del parlamento o il primo ministro. La decisione della Corte è stata commentata dal presidente  sulla sua pagina Facebook. A suo parere, la Corte Costituzionale "continua a prendere decisioni contrastanti, al limite della legalità e al di là del buon senso".

"Di nuovo è stato bruscamente interrotto un procedimento legale. In teoria, la Corte Costituzionale avrebbe dovuto formare il governo attraverso il corrispondente decreto del governo o del parlamento, attraverso una decisione del parlamento. In realtà era solo un appello di alcuni deputati" ha sottolineato Dodon.

Egli ha aggiunto che "ha preso la decisione di non cedere". "È meglio, altrimenti dopo, nel corso degli anni si dovrebbe spiegare perché è stato nominato uno o l'altro per la composizione compromessa dei ministri", ha scritto il leader.

In precedenza Dodon ha respinto due volte la candidatura dei due vice-premier, per l'integrazione europea e per la reintegrazione, e di cinque ministri: degli Esteri, dell'Economia  e delle infrastrutture, della Sanità, del Lavoro e della previdenza sociale, dell'Agricoltura, dello Sviluppo regionale e dell'ambiente, ma anche della Giustizia. La Corte costituzionale ha già esaminato una situazione simile, quando Dodon per due volte ha respinto la candidatura di Evgen Sturs per la carica di capo del ministero della Difesa. Allora vigeva per la prima volta un ordine particolare: il decreto della sua nomina era stato firmato dal presidente del parlamento Andrian Kand, che aveva accettato il giuramento del nuovo ministro.

In Moldavia il governo è parlamentare, il presidente è il Capo dello stato, ma i suoi poteri sono molto limitati. Praticamente, dalla sua elezione, Dodon, che ritiene che la Moldavia debba avere legami più stretti con la Russia, ma è entrato in conflitto con la maggioranza parlamentare, composta da nazionalisti europeisti "liberali" e "democratici".

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