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Putin-Trump, i nuovi equilibri mondiali

© Sputnik . Michael Klimentyev / Vai alla galleria fotograficaIl presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump.
Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump. - Sputnik Italia
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Washington e Mosca fanno fronte comune contro il terrorismo. La CIA ha condiviso con i colleghi russi informazioni importanti che hanno permesso di sventare un attentato terroristico a San Pietroburgo. Intesa raggiunta dalla Siria allo scambio di informazioni fra i servizi segreti. Putin-Trump, i nuovi equilibri mondiali.

I servizi di sicurezza russi (FSB) hanno arrestato i membri di una cellula terroristica legata a Daesh che pianificava di colpire la cattedrale e altri luoghi di San Pietroburgo. Il presidente Putin ha personalmente ringraziato Trump per l'aiuto da parte dell'intelligence statunitense. La notizia, che ha girato il mondo, è di fatto il segnale di una più ampia intesa fra i due leader.

© Foto : fornita da Germano DottoriGermano Dottori
Germano Dottori - Sputnik Italia
Germano Dottori
Ebbene, nel contesto di questo binomio come cambieranno gli equilibri geopolitici mondiali? Sputnik Italia ne ha parlato con Germano Dottori, docente di studi strategici alla Luiss Guido Carli di Roma.

— Germano, quali sono le linee guida e i tratti principali dell'America first di Trump? 

— La mia impressione è che l'America First di Trump si situi in una perfetta linea di continuità rispetto ad una tendenza che è affiorata dopo la fine della Guerra Fredda: ad ogni elezione presidenziale svoltasi dal 1992 in poi, gli elettori statunitensi hanno fatto prevalere il candidato più credibile nel promettere una riduzione degli impegni militari esterni americani e una maggiore concentrazione sul rilancio della competitività degli Usa. È stato vero per Bill Clinton contro Bush senior, per Bush junior contro Al Gore, per Barack Obama contro la Clinton e poi McCain e quindi per lo stesso Trump. America First vuol dire che gli Stati Uniti smettono di promuovere l'americanizzazione del pianeta per perseguire un'agenda di interessi nazionali definita in termini più ristretti. Per me, è un fatto positivo, perché reca con sé la promessa di una politica estera meno invadente e più rispettosa delle sovranità nazionali. Trump vi fa continuo riferimento.

— Mosca non è più definita "un nemico" come nell'era Obama, quando l'ex presidente fra le minacce nei confronti dell'America citava la Russia subito dopo Daesh. Per Trump la Russia è un interlocutore importante. Possiamo parlare di una rinnovata cooperazione?

This is an aerial view of the five-sided Pentagon building, headquarters of the United States Department of Defense, in Arlington, Va., in 1975 - Sputnik Italia
Studioso USA: noi stessi facciamo della Russia un nemico
— La collaborazione è nei fatti, prima ancora che nelle parole. Lo stiamo vedendo in Siria e un po' in tutto il Medio Oriente ed è il riflesso di un'altra opzione decisiva per Trump, per il quale il ripiegamento americano non deve provocare instabilità. Il giornalista investigativo americano Seymour Hersh ha rivelato al mondo intero che nella lotta al Daesh russi ed americani sono andati ben oltre il cosiddetto "deconflicting" nei cieli, spesso concordando insieme gli attacchi più importanti.

Riconciliazione ed intesa con la Russia sono per Trump una precondizione necessaria alla realizzazione del suo programma di disimpegno dagli affari mondiali e rilancio interno degli Stati Uniti. L'espansione dell'influenza di Mosca nel Mediterraneo avviene quindi quasi certamente con il pieno consenso di Trump. Fa parte dello smantellamento dell'impero informale americano, che molti esponenti dello "stato profondo" statunitense avversano, perché implica il ridimensionamento del loro potere. Di qui, il Russiagate, a mio avviso destinato prima o poi a sgonfiarsi, che non serve tanto all'impeachment, ma ad impedire al Presidente di realizzare il suo programma di politica estera.

In termini geopolitici, le idee di Trump sugli equilibri internazionali sembrano ricalcare quelle di Spykman, per il quale ad americani e sovietici insieme sarebbe spettato dopo la II Guerra Mondiale il compito di controllare le frange esterne dell'Eurasia. Non sono il frutto di un'improvvisazione. In questo senso, la nuova National Security Strategy appena presentata non riflette veramente gli obiettivi americani. Stende invece una cortina fumogena loro attorno.

— A proposito di cooperazione, è emblematico il recente aiuto della CIA nello sventare un attentato terroristico in Russia, no?

La notte a San Pietroburgo. - Sputnik Italia
L'esperto: perché la CIA non commenta l'aiuto fornito per prevenire l'attentato
— È soprattutto interessante notare come sia stato mediatizzato: Putin e Trump non si sono nascosti, ma hanno lanciato al mondo un segnale significativo dell'ampiezza dell'intesa già raggiunta. Vero o falso che sia, i due leader hanno affermato che ormai la collaborazione investe anche l'impenetrabile livello delle rispettive agenzie d'intelligence. L'alleanza russo-americana contro il terrorismo e l'Islam Politico c'è. 

— Putin-Trump, questo binomio come può influenzare gli equilibri geopolitici mondiali?

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Gli americani apprendono dei colloqui di Trump con Putin dal Cremlino
— Può influenzarli notevolmente, perché prepara un trasferimento di responsabilità dagli Stati Uniti verso la Russia nel mantenimento dell'ordine in diverse regioni "sensibili" del pianeta. Della Siria abbiamo appena parlato. Mosca avrà probabilmente una sua base militare anche in Egitto: difficile immaginare che il Cairo, le cui forze armate dipendono dagli aiuti americani, si sia risolto ad un passo del genere senza che vi fosse un avallo di Washington. Andiamo verso un nuovo concerto mondiale delle potenze, con l'America in posizione di supremazia ma non egemonica e la Russia che recupera lo status di grande potenza. In Estremo Oriente, invece, vedo stringersi intorno alla Cina un "anello di fuoco" composto da varie potenze nucleari. Xi sembra preoccupato.

— Trump riuscirà secondo te a proseguire la linea del dialogo con Putin, il Congresso glielo permetterà?

Vladimir Putin e Donald Trump - Sputnik Italia
Putin e Trump, un dialogo osteggiato
— Sarà una battaglia durissima. Ma Trump ha le carte in regola per spuntarla. Secondo me si sta rafforzando. I sondaggi più seri lo hanno sempre dato poco al di sotto del livello di consenso raggiunto il giorno del voto, l'8 novembre 2016. Ha inflitto perdite ragguardevoli di pubblico ed entrate anche alla Lega nazionale del Football americano, dopo le insulse polemiche inscenate da alcuni sportivi contro l'Amministrazione. Quando la sua riforma fiscale sarà a regime, per i candidati democratici saranno problemi seri. Chiunque guadagni meno di 24mila dollari all'anno (duemila al mese), non pagherà le tasse, mentre l'aliquota del 20% sarà applicata a chi guadagna fino a 90mila dollari. Queste misure agevolano milioni di persone. È prevedibile che Trump beneficerà di un forte incremento di consensi già alle lezioni di medio-termine.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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