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Il New York Times analizza il tour di Putin in Medio Oriente e il nuovo ruolo della Russia

© Sputnik . Michael Klimentyev / Vai alla galleria fotograficaPresident of Russia Vladimir Putin, President of Syria Bashar al-Assad (left) and Defense Minister Sergei Shoigu at the Hmeymim Air Base in Syria
President of Russia Vladimir Putin, President of Syria Bashar al-Assad (left) and Defense Minister Sergei Shoigu at the Hmeymim Air Base in Syria - Sputnik Italia
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Putin ha attraversato velocemente il Medio Oriente recandosi in visita giorno dopo giorno in Siria, Egitto e Turchia: questo tour è la prova che l'influenza della Russia nella regione è in crescita, mentre il ruolo statunitense è in continuo declino, scrivono Neil MacFarquhar ed Anne Barnard sul New York Times.

"Questo viaggio si è svolto sullo sfondo dell'ondata di sdegno del mondo contro gli Stati Uniti a seguito della decisione unilaterale del presidente Trump di riconoscere Gerusalemme, nell'Islam la terza città santa, come capitale d'Israele. La sua decisione agevola l'isolamento degli Stati Uniti e di Israele, irritando gli alleati in Europa e nel mondo arabo e confermando la convinzione dell'opinione pubblica araba secondo cui gli Stati Uniti sono un Paese anti-musulmano", — si rileva nell'articolo.

"Nel viaggio di Putin c'è anche un risvolto di politica interna: doveva dimostrare che è uno statista di livello mondiale nel momento in cui prepara il suo secondo mandato presidenziale consecutivo, forse l'ultimo," — hanno sostenuto i giornalisti, sottolineando che in ogni Paese visitato da Putin sono stati annunciati "o il raggiungimento di qualche risultato o relazioni amichevoli".

"La Russia ha pienamente approfittato della mancanza di volontà dell'America di lasciarsi coinvolgere nei conflitti in Medio Oriente, in particolare in Siria, per ripristinare i rapporti con varie capitali come il Cairo, che all'inizio degli anni '70, dopo anni di stretta cooperazione militare, aveva espulso dall'Egitto i rappresentanti dell'Urss" — concludono gli autori dell'articolo.

Mosca non ha intenzione di "mantenere a tempo indeterminato un governo siriano indebolito e di legittimità discutibile" e "Putin punta a dichiarare una vittoria non solo di livello militare, ma anche a consolidare la propria leadership nel campo della diplomazia internazionale, che considera il coronamento del ritorno sulla scena mondiale della Russia al pari degli Stati Uniti", scrivono i giornalisti.

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