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Russiagate, ex consigliere di Trump disposto a collaborare con investigatori

© AP Photo / Lauren Victoria BurkeMichael Flynn
Michael Flynn - Sputnik Italia
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L'ex consigliere della sicurezza nazionale statunitense Michael Flynn, accusato di aver fornito false testimonianze e dopo aver ammesso la sua colpevolezza, venerdì ha accettato di collaborare pienamente con gli investigatori.

Flynn si era dimesso a febbraio con l'accusa di non aver rivelato il contenuto delle conversazioni con l'ambasciatore russo a Washington Sergey Kislyak. Riferendosi alle agenzie d'intelligence, i media americani hanno affermato che Flynn discuteva con Kislyak l'eventuale revoca delle sanzioni statunitensi contro la Russia. Flynn ha respinto questa ricostruzione. Il Cremlino ha fatto sapere che Flynn e Kislyak hanno avuto colloqui, ma quello trapelato nei media non corrispondeva al vero.

Venerdì Flynn è stato ufficialmente accusato di falsa testimonianza all'FBI in merito ai suoi incontri con i funzionari russi. Si è dichiarato colpevole ed ha accettato di collaborare con le autorità.

Come emerge dagli articoli dei giornali sull'accordo degli avvocati di Flynn con gli investigatori, l'ex consigliere di Trump si impegna a "collaborare in modo completo, onesto e sincero con tutte le autorità". Questa collaborazione "può includere, ma non può essere limitata a risposte alle domande, dichiarazioni giurate scritte, test della verità".

Allo stesso tempo il rifiuto di qualsiasi clausola sarà considerata una violazione dell'accordo da parte degli investigatori che, da un lato libererà gli inquirenti dagli obblighi derivanti dall'accordo, ma d'altro canto non alleggerirà gli impegni di Flynn che non ritratterà.

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