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Il maestro Konchalovsky alle prese con il genio di Michelangelo

© FotoScena del film “Il peccato“ di Andrei Konchalovsky
Scena del film “Il peccato“ di Andrei Konchalovsky - Sputnik Italia
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“Il peccato”, film girato nel Belpaese dal grande regista russo Andrei Konchalovsky, segna un capitolo fondamentale per le relazioni fra l’Italia e la Russia. Il grandioso progetto italo-russo riflette il profondo amore fra le due culture. Il maestro Konchalovsky alle prese con il genio di Michelangelo.

Un film su Michelangelo Buonarroti, ma anche su un'epoca bella e crudele allo stesso tempo, girato interamente in Italia con la stragrande maggioranza di attori italiani, che verrà presentato nel 2018. Non è un'opera biografica, il film di Andrei Konchalovsky vuole trasmettere gli odori e i sapori di un tempo, in cui geni come Michelangelo in assenza di libertà, per come la si intende oggi, crearono dei capolavori eterni.

© Sputnik . Gennady Avramenko / Vai alla galleria fotograficaRegista russo Andrei Konchalovsky
Regista russo Andrei Konchalovsky - Sputnik Italia
Regista russo Andrei Konchalovsky
Gli investimenti per il film di Konchalovsky ammontano a 15 milioni di euro, di cui l'80% proviene dalla produzione russa: dalla Fondazione Konchalovsky e dal Ministero della Cultura della Federazione Russa. Il film verrà realizzato grazie all'ingente contributo della fondazione del mecenate Alisher Usmanov. Il film è "un omaggio alla cultura dell'Italia" secondo le parole di Elda Ferri, produttrice per Jean Vigo Italia, che copre il 20% della produzione con Rai Cinema.

Girato fra la Toscana e il Lazio nei posti di Michelangelo, il film ha ricreato le situazioni, i colori e i volti dell'epoca, grazie ad un'équipe di storici ed esperti del Rinascimento. Nel film italo-russo partecipano anche attori non professionisti, un modo di fare cinema tipico per altri grandi maestri come Fellini e Rossellini.

"Ricreare in modo autentico le scene di quei tempi è stato possibile consultando le testimonianze e le pitture di quegli anni. In termini di scene il lavoro più duro è stato fra le cave di Carrara, dove Michelangelo ricavava il marmo" ha spiegato ai giornalisti lo scenografo Maurizio Sabatini, che per il film ha ricostruito in dimensioni reali la Cappella Sistina.

Durante un tour sul set organizzato per i giornalisti, Sputnik Italia ha avuto la possibilità di intervistare il Maestro Andrei Konchalovsky, l'attore protagonista Alberto Testone e la produttrice italiana Elda Ferri.

— Maestro Konchalovsky, quale significato ha questo grande progetto per i rapporti fra l'Italia e la Russia in questo periodo di tensioni politiche?

— Credo che ora questo periodo difficile lo vivano solo le autorità. Il popolo italiano come anche il popolo russo non hanno mai smesso di nutrire simpatia l'uno per l'altro. Non ci siamo mai fatti la guerra, non abbiamo mai perso questa simpatia fra di noi, è molto importante.

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È importante che in in questo periodo sia nata la possibilità di realizzare un progetto grandioso come questo. Ovviamente la grandezza del progetto è legata ai finanziamenti. Sia il governo italiano sia il governo russo si sono impegnati, ma vi era un'insufficienza di fondi. Per fortuna esiste il fondo di Alisher Usmanov, il nostro produttore esecutivo. A proposito, Alisher Usmanov è stato insignito dell'ordine al Merito della Repubblica Italiana quest'anno per progetti di restauro di edifici storici italiani. Per fortuna abbiamo una persona che capisce l'importanza di progetti simili e che ci ha dato la possibilità di realizzare il film.

— Le relazioni culturali tengono uniti i nostri due popoli. Nella cultura non ci sono barriere?

— Ovviamente abbiamo una storia diversa, ma non siamo mai stati nemici. Non dobbiamo dimenticarci inoltre del temperamento italiano: gli italiani amano molto meravigliarsi e non amano sgridare, i russi invece amano sgridare, siamo abbastanza conflittuali. Per i russi l'Italia ha sempre rappresentato un paradiso, prendiamo l'esempio di Gogol', Chaikovskij e tutti gli artisti che hanno amato l'Italia.

— Anche lei ama l'Italia, vive in Toscana, gira dei film in italiano. I suoi rapporti con questo Paese risalgono a tanti anni fa, giusto?

— Lavoro da tanto in Italia, è da anni che creo degli spettacoli teatrali, al Teatro alla Scala ho messo in scena un mio spettacolo addirittura 30 anni fa! Ho lavorato per il teatro a Napoli, a Vicenza, a Roma. Lavorare con gli italiani è un grande piacere. Io amo molto l'Italia. Sono capitato la prima volta a Venezia nel '62. È da 55 anni che conosco l'Italia.

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— Come sono cambiati i suoi rapporti con l'Italia dopo tutti questi anni?

— Per quanto tu non la scopra, è una cultura sconfinata. Scoprire l'Italia è un'antica tradizione russa, si tratta del desiderio di bellezza, di tramonti incredibili, desiderio di questo sole e di quest'aria. Guardate i quadri russi. Nelle gallerie d'arte russe ci sono sale piene di quadri di pittori russi che ritraggono paesaggi italiani.

— Michelangelo che cosa può raccontare oggi ai giovani? Perché è importante la memoria?

— Michelangelo può raccontare le stesse cose oggi, come ieri, come 500 anni fa. Non bisogna cercare nuove cose, semplicemente non bisogna dimenticare il passato. La memoria infatti cerca di non dimenticare il passato. Il nuovo, senza la conoscenza del passato, non ha senso. Bisogna sapere quel che è vecchio per creare il nuovo.

© FotoKonchalovsky sul set del film "Il peccato"
Konchalovsky sul set del film Il peccato - Sputnik Italia
Konchalovsky sul set del film "Il peccato"

"Si sente molto chiaramente che il Maestro ama l'Italia, è veramente innamorato del nostro Paese. Devo dire che ho scoperto i russi grazie al film, non siamo molto diversi, anzi secondo me siamo molto vicini. Sul set mi hanno riempito d'affetto dal primo giorno. Loro sono felici di avermi trovato, io sono felicissimo di aver trovato loro. Mi sono trovato benissimo, ne farei subito un altro di film con i russi". Ha raccontato a Sputnik Italia Alberto Testone, attore che interpreta Michelangelo nel film.

— Se Michelangelo vivesse oggi come sarebbe? Alberto, come lo immagini fra di noi?

— Lo immagino com'era nel ‘500, perché le tematiche sono le stesse, si parla sempre di potere. Chi fa arte in generale subisce i poteri, ma è uno stimolo per tenere duro e fare sempre di più. Vedrei bene Michelangelo anche fra di noi, un uomo tormentato e molto battagliero.

© FotoScena del film “Il peccato“ di Andrei Konchalovsky
Scena del film “Il peccato“ di Andrei Konchalovsky - Sputnik Italia
Scena del film “Il peccato“ di Andrei Konchalovsky

Sputnik Italia ha scambiato un paio di battute anche con Elda Ferri, la produttrice italiana di Jean Vigo Italia.

— Elda Ferri, qual è la particolarità di questo progetto italo-russo nello scenario geopolitico attuale?

 Credo che questo film su Michelangelo possa riallacciare le relazioni con la Russia, anche grazie al rapporto che abbiamo avuto sul set con le maestranze russe e italiane. Il tipo di investimento che hanno fatto i russi è un omaggio al nostro Paese e alla nostra cultura. È una cosa straordinaria, è un progetto che favorisce sul piano culturale e commerciale le relazioni fra i due Paesi.

— È un progetto che valorizza anche il territorio italiano, no?

— Certo! Una delle preoccupazioni del nostro Ministero quando dà i contributi è che venga valorizzato il territorio. Questo lo abbiamo fatto.

L'idea di Konchalovsky di regalare alle persone del territorio, che hanno partecipato al film, un libro con le loro fotografie è stato straordinario. Il nuovo museo su Michelangelo che stanno inaugurando a Carrara ha preso degli oggetti costruiti da noi per il film.

Del film se ne parlerà a lungo. Gli oggetti museali faranno riferimento al film, a Konchalovsky, al rapporto straordinario fra i nostri due Paesi.

— Il film verrà diffuso in Russia? Il frutto dell'amicizia italo-russa verrà visto in entrambi i Paesi?

— Certo, penso che usciremo insieme. In Italia il film sarà in italiano, per i russi vi saranno i sottotitoli. Il film è stata un'occasione per conoscersi. Per me pensare che una società russa metta l'80% su un film in Italia è veramente straordinario. È un gesto che apre molte relazioni.

© FotoKonchalovsky sul set del film "Il peccato"
Konchalovsky sul set del film Il peccato - Sputnik Italia
Konchalovsky sul set del film "Il peccato"

— Il film di Konchalovsky insomma va ben al di là del cinema, è un progetto importante per le relazioni italo-russe in tutti i sensi?

— Sì, per le relazioni culturali, commerciali e politiche. Molti di noi pensano che le misure prese nei confronti della Russia non siano giuste. Molti italiani pensano che si tratti di misure e politiche da superare. I rapporti fra i nostri due Paesi sono importantissimi. Magari un giorno riusciremo a fare un film su un grande genio russo?

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

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