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Parigi e Belgrado si oppongono a sanzioni antirusse

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Il rappresentante speciale del governo della Francia per la Russia, Jean-Pierre Chevènement e il Ministro degli esteri della Serbia Ivica Dačić hanno dichiarato come negli ultimi tempi Parigi e Belgrado si oppongano alle sanzioni contro la Russia.

Chevènement commentando le nuove sanzioni antirusse del settore energetico e militare, ha dichiarato che la Francia le ritiene illegali. A detta del diplomatico, queste limitazioni mettono in dubbio la politica energetica UE, e danneggiano le relazioni internazionali.

Chevènement ha sottolineato che la Francia attende dei chiarimenti da parte degli USA per quanto riguarda i risultati che Washington vuole ottenere con le sanzioni. Ha inoltre ricordato che le sanzioni non influenzano solo la sfera delle relazioni tra Parigi e Mosca.

Inoltre alle sanzioni si oppone anche il Ministro degli esteri della Serbia, Ivica Dačić. Ha osservato che Belgrado "desidera al più presto l'annullamento delle sanzioni contro la Russia". Il diplomatico ha sottolineato ce la Serbia vuole mantenere con la Russia delle "relazioni amichevoli e di collaborazione" nella politica, nell'economia, nella scienza, nella cultura, nell'istruzione e anche in ambito della difesa e della sicurezza.

Ivica Dačić ha assicurato che la "Serbia perseguirà con determinazione la propria politica", dunque non sosterrà le sanzioni. Ha dichiarato che Belgrado già oggi affronta le conseguenze di tali decisioni. "La Serbia vuole entrare nell'UE, ma non andremo mai contro i nostri interessi nazionali e non imporremo mai le sanzioni contro la Russia" ha concluso.

In precedenza, il vice ministro delle finanze degli Stati Uniti, Sigal Mandelker ha dichiarato che l'agenzia sta lavorando per inasprire le sanzioni contro la Russia. Il 31 ottobre il Ministero delle finanze USA ha specificato la formulazione delle sanzioni imposte all'industria petrolifera della Federazione Russa, tra cui anche delle nuove misure adottate dal Congresso nel mese di luglio. Così, i funzionari hanno imposto un divieto alle società statunitensi di avviare nuovi progetti petroliferi in qualsiasi paese, se in essi prendono parte società russe sotto sanzioni.

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