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Gli USA estendono la legge sulle intercettazioni all'estero

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Martedì 24 ottobre la commissione intelligence del Senato degli Stati Uniti ha sostenuto la proroga fino alla fine del 2025 della legge sulla sorveglianza all'estero.

La legge sulle intercettazioni all'estero, adottata nel 2008, ci permette oggi di raccogliere dati di intelligence sugli stranieri al di fuori del paese. In particolare, la sezione 702 della legge da il diritto di intercettare e monitorare le comunicazioni elettroniche di cittadini di altri stati. Nel 2013 il mondo è venuto a conoscenza dell'esistenza di tali programmi dopo la pubblicazione a mezzo stampa di alcuni documenti forniti dall'allora collaboratore del National Security Agency Edward Snowden.

Malgrado il sostegno del Senato, alcuni legislatori continuano a dubitare della possibilità di un suo utilizzo contro gli americani. La senatrice democratica Dianne Feinstein ha proposto la rettifica, in base alla quale per accedere alle e-mail dei cittadini statunitensi è necessario rivolgersi prima ad un giudice. Ma questa iniziativa è stata respinta.

Tuttavia, il comitato ha approvato l'emendamento fatto dal repubblicano dello Tom Cotton, sull'inasprimento della pena — dieci anni invece di uno di reclusione — per la fuga delle informazioni classificate.

Come affermato nel corso di un'audizione al Congresso dal direttore della National Intelligence, Dan Coats, e dal direttore della NSA, Michael Rogers, la sezione 702 della legge ha permesso alle agenzie di intelligence di ottenere molte informazioni importanti, comprese le conclusioni sull'interferenza russa nelle elezioni presidenziali americane.

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