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New York Times: USA in stato di guerra permanente dopo gli attacchi dell'11 settembre

© AFP 2021 / SSGT JASON D. BECKSTAND / USMCA picture released by the US Marines shows Marines from 3rd Battalion, 2nd Marine Regiment (3/2) and Iraqi Special Forces patrolling a street in the city of Karabilah, near Iraq's northwestern border with Syria (file)
A picture released by the US Marines shows Marines from 3rd Battalion, 2nd Marine Regiment (3/2) and Iraqi Special Forces patrolling a street in the city of Karabilah, near Iraq's northwestern border with Syria (file) - Sputnik Italia
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Gli Stati Uniti sono in stato di "guerra permanente" dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001, si legge in un editoriale del New York Times.

Come spiega il giornale, attualmente più di 240mila tra soldati regolari e riservisti si trovano in almeno 172 Paesi stranieri.

Il giornale osserva che il numero delle truppe statunitensi in servizio all'estero è diminuito in modo significativo nel corso degli ultimi 60 anni, ma tenendo conto dei territori non si può affermare lo stesso: i militari americani sono direttamente impegnati non solo nei conflitti in Afghanistan, Iraq, Siria e Yemen, ma anche in Niger, Somalia, Giordania, Thailandia ed altri Paesi.

Quasi 38mila soldati svolgono missioni segrete in località "sconosciute". Il Pentagono non fornisce ulteriori informazioni.

I soldati statunitensi sono anche presenti in Giappone e Corea del Sud (per la difesa dalla potenziale minaccia cinese e nordcoreana rispettivamente), in Germania, Regno Unito e Turchia (alleati della NATO), in Bahrain e Qatar, dove si trova una grande base navale americana.

Il giornale ricorda che le missioni militari degli Stati Uniti negli ultimi 16 anni sono costate trilioni di dollari e molte vite, e la questione ora è se ci saranno nuove operazioni durante la presidenza di Donald Trump.

Come osserva giornale, l'esercito è parte integrante della sicurezza nazionale, tuttavia il Paese viene difeso dalla diplomazia e dalla partecipazione attiva nelle organizzazioni internazionali, aree in cui le azioni di Trump sono sottoposte a critiche, mentre il Pentagono al contrario è elogiato.

Il New York Times si chiede quante nuove "avventure" militari, se ci saranno, gli americani saranno disposti a sopportare.

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