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“Vendete quello che non fa per noi”: riscontri sull'apartheid alimentare nella UE

© AP Photo / Jayme HalbritterCibo in un supermercato
Cibo in un supermercato - Sputnik Italia
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In primavera il gruppo di Visegrad, che comprende Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, ha gridato allo scandalo per i "doppi standard" che si registrano nell'industria alimentare tra i Paesi dell'Europa occidentale ed orientale.

Il quartetto ha sostenuto che i partner occidentali della UE distribuiscono e commerciano nei loro Paesi prodotti alimentari con gli stessi marchi, ma più costosi e di peggior qualità rispetto a quelli che si trovano nei loro negozi e supermercati. Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha cercato di prendere le difese delle imprese occidentali, ma la sua posizione a Bruxelles non è stata condivisa da tutti. I fatti sono dimostrati ed oggi lo scandalo ha guadagnato notevole slancio: i "doppi standard" nel cibo tra i "vecchi" e "giovani" membri della UE vengono già definiti come il preludio "dell'Europa a più velocità".

Si osserva che la differenza tra i prodotti dello stesso marchio si registra non solo nei Paesi del gruppo di Visegrad, ma anche in tutti gli altri Paesi dell'Europa orientale della UE come Bulgaria, Romania, Croazia, Slovenia, così come negli Stati Baltici.

Ad esempio 100 grammi di "Coca-Cola" venduta in Germania contengono 11,6 grammi di zucchero, e 100 grammi della stessa bevanda in Repubblica Ceca 11,2 grammi di zucchero. Ma il produttore non specifica che in Germania si utilizza zucchero vero e proprio, mentre in Repubblica Ceca si utlizza un dolcificante a basso costo derivato dal mais.

L'indignazione dei leader dei Paesi dell'Europa dell'Est è esplosa al vertice della UE dello scorso marzo.

Secondo Junker, concentrandosi sul mercato di un singolo Paese, i produttori di solito tengono conto delle caratteristiche della cucina nazionale e a seconda di ciò regolano la composizione specifica dei vari prodotti.

In Repubblica Ceca il presidente del partito repubblicano Miroslav Sladek ha commentato duramente questa situazione. "Non ci danno cibo, ma veleno," — ha dichiarato all'edizione ceca di Sputnik.

"Quello che sta accadendo dimostra che nella UE ci sono Paesi di serie A, come la Germania, e altri di serie B, come noi. Non voglio pensare che coincida con la stessa idea di Europa a due velocità come dicono ora a Bruxelles. Perché in questo caso sarebbe meglio sciogliere l'intera UE", ha detto Miroslav Sladek.

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