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Quali scenari in caso di dichiarazione d'indipendenza della Catalogna?

© Sputnik . Maria Sibiryakova / Vai alla galleria fotograficaNational Day of Catalonia celebrated in Barcelona
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Il presidente della Catalogna Carles Puigdemont interverrà nel Parlamento regionale alle 18 di oggi per discutere la situazione politica interna, si legge in un articolo di Le Monde.

In un'intervista andata in onda nella televisione catalana domenica 8 ottobre, Puigdemont ha ribadito di essere pronto a dichiarare l'indipendenza se il governo centrale spagnolo non reagirà alle proposte di mediazione per alleggerire le tensioni:

"Abbiamo aperto la porta alla mediazione, abbiamo detto sì a tutte le possibilità di mediazione che ci sono state offerte. I giorni passano e se lo Stato spagnolo non reagirà in modo positivo, faremo quello che intendevamo fare".

Le autorità centrali spagnole da parte loro hanno ribadito che non negozieranno con Barcellona fino a quando ci sarà il rischio di proclamazione dell'indipendenza e il governo catalano non rinuncerà ai piani separatisti, scrive Le Monde.

In un'intervista al quotidiano El Pais, Mariano Rajoy ha chiesto "di rimuovere dall'agenda il più presto possibile la questione dell'indipendenza".

In caso contrario? "Non escludo nulla", aveva detto al giornale, che gli aveva chiesto il parere sull'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione, che consente di cancellare l'autonomia di alcune regioni.

Il governo spagnolo ha in serbo un'arma pesante che non ha mai utilizzato, l'articolo 155 che recita: "Se una comunità autonoma non adempie agli obblighi previsti dalla Costituzione o da altre leggi, o le sue azioni arrecano gravi danni agli interessi nazionali della Spagna, il governo centrale avverte il presidente della comunità autonoma. Se non reagisce al richiamo, il governo può, con il consenso della maggioranza assoluta del Senato, adottare le misure necessarie per realizzare gli obblighi della comunità autonoma in maniera obbligatoria o per tutelare gli interessi nazionali di cui sopra".

Le Monde commenta: "Il testo dell'articolo allo stesso tempo è chiaro e vago: presuppone al governo centrale di prendere la regione sotto la sua amministrazione controllata, ma non specifica quali misure possono essere adottate, non si parla della possibilità di sospendere i poteri del governo regionale o dello scioglimento del Parlamento locale. Inoltre l'applicazione dell'articolo è piuttosto laboriosa: il governo dovrà presentare al presidente del Senato un documento con una descrizione dettagliata delle misure proposte, un avvertimento al presidente catalano e la sua risposta".

Anche se i sostenitori del referendum per l'indipendenza catalana chiedono un intervento dell'Unione Europea, Bruxelles appare irremovibile: non ci può essere nessun discorso sul coinvolgimento o nella mediazione tra Madrid e separatisti catalani, si legge nell'articolo.

"E' una questione interna della Spagna", ha dichiarato il venerdì 6 ottobre il rappresentante ufficiale della Commissione Europea.

Come ricorda Le Monde, i principali gruppi del Parlamento Europeo (dai conservatori del Partito Popolare Europeo, ai socialdemocratici e liberali) durante una seduta urgente, anche se con alcune sfumature, hanno condiviso il parere adottato dal primo vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans:

per Bruxelles il referendum sull'indipendenza è incostituzionale e illegale.

Con toni di vario genere, i rappresentanti dei tre gruppi politici hanno invitato Madrid e Barcellona a dialogare, si afferma nell'articolo.

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