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Foreign Policy esorta governo USA a contrastare Iran senza rompere accordi internazionali

© Sputnik . Grygory Sisoev / Vai alla galleria fotograficaLa bandiera dell'Iran
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Gli Stati Uniti dovrebbero in particolare sostenere le forze che possono contrastare le forze di Damasco e Teheran.

Il presidente Donald Trump esprime molto apertamente la sua contrarietà al piano d'azione comune globale (accordo nucleare con l'Iran — ndr), definendolo "il peggiore accordo mai firmato dagli Stati Uniti." Tuttavia se Washington è intenzionata seriamente a contrastare la strategia di Teheran dovrebbe intraprendere misure contro il "regime dispotico" e rinunciare "all'umiliazione degli Stati Uniti", dato che l'intera infrastruttura nucleare iraniana è sotto la supervisione della comunità internazionale, scrive Max Boot in un articolo per il Foreign Policy.

L'autore sottolinea che la rinuncia dell'accordo invierebbe un segnale ad altri Paesi che sono interessati a firmare accordi sul controllo degli armamenti con gli Stati Uniti, in base a cui Washington può rinunciare alle intese con l'arrivo di una nuova amministrazione. Inoltre la rinuncia dell'accordo sul nucleare iraniano porterà all'isolamento degli Stati Uniti, non di Teheran, dal momento che la comunità internazionale è orientata a rispettare e salvaguardare l'intesa.

Tuttavia gli Stati Uniti hanno la possibilità di frenare le ambizioni pericolose dell'Iran senza rompere l'accordo o rinegoziare uno nuovo o iniziare una guerra contro l'Iran.

L'amministrazione americana ha già in parte segue intrapreso questa strada, ad esempio imponendo sanzioni contro le imprese coinvolte nello sviluppo del programma missilistico, negli attacchi informatici e nella "sponsorizzazione del terrorismo", scrive Boot riferendosi alle Guardie della Rivoluzione Islamica. Relativamente alle sanzioni mirate si può fare ancora molto, anche includendo le forze di sicurezza iraniane nella lista delle organizzazioni terroristiche. Ma ci sono altri passi contro l'Iran che Trump può intraprendere in Siria e in Iraq.

Se Washington vuole contenere seriamente Teheran, allora dovrebbe fornire assistenza ai gruppi armati in Iraq e Siria pronti a battersi contro l'influenza iraniana.

Con i raid a sostegno delle Forze Democratiche Siriane impegnate a liberare dall'ISIS la città di Raqqa, questo gruppo dell'opposizione anti-Assad sarà messo nelle condizioni di respingere le truppe di Assad e le forze sciite filo-iraniane, non permettendo loro di conquistare il territorio liberato dalla presenza degli islamisti.

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