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Macron dà all'UE il difficile compito di ritrovare se stessa entro il 2024

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Il presidente francese ha promesso di fare un forte discorso sull'Europa e martedì alla Sorbona ha mantenuto la parola.

Due giorni dopo la rielezione di Angela Merkel ha espresso la sua convinzione: insieme Parigi e Berlino sono in grado di ricreare l'Unione Europea, scrive il giornalista svizzero di Le Temps, Richard Werl. Dopo la rielezione di Angela Merkel e gli storici risultati dell'estrema destra nel Parlamento tedesco l'inquilino dell'Eliseo ha respinto tutti i dubbi circa la posizione politica della cancelliera tedesca, nonostante i disaccordi sulla necessaria riforma della zona euro. "Perché non avere l'obiettivo di integrare completamente i nostri mercati entro il 2024, applicando le stesse regole alle nostre aziende, dal diritto economico alle norme legislative in materia di insolvenza?" ha detto in tono di sfida.

Poi ha avanzato un'altra tesi audace: lo sviluppo di un nuovo contratto all'Eliseo per la riconciliazione e l'amicizia in occasione del cinquantesimo anniversario dell'adozione di questo fondamentale documento che definisce l'asse franco-tedesco, e che sarà solennemente celebrato a gennaio del prossimo anno.

Tra le proposte concrete di Macron c'è la creazione di una strategia di difesa e di azione comune a livello europeo aggregando nuove tecnologie informatiche, l'introduzione semplificata delle imposte sulle transazioni per il finanziamento di partenariato con l'Africa, l'istituzione di una tassa sulle emissioni di anidride carbonica ai confini dell'UE, l'estensione dei poteri europei della procura, la riduzione della Commissione a 15 membri, scrive l'autore dell'articolo.

Macron ritiene che il suo ruolo sia quello di proporre, poiché nessun altro oggi non ha la sua volontà e legittimità, nota Werl.

"Il tempo in cui la Francia ha deciso per l'Europa, non è mai esistito. I tempi in cui la Francia pretendeva di farlo sono passati. Ma il tempo in cui la Francia propone è giunto" ha detto, cercando come punto di riferimento l'impegno per l'unità e la coesione tra i 27 paesi membri dell'UE: "Perdere questa unità significa essere a rischio di un ritorno ad una lotta mortale" ha detto.

Consapevole del fatto che non molti dei suoi progetti vedranno la luce, Macron agisce nei rapporti dell'Unione Europea come con i partiti politici in Francia: è riuscito a identificare i punti deboli e offre risposte pronte, per cogliere di sorpresa quanti sperano di sopravvivere all'interno del vecchio sistema, commenta l'autore.

Rimane una domanda: come rendere questo appello alla "sovranità europea" efficace e promuovere nuove iniziative? Qui il presidente francese, come durante la campagna elettorale, sta scommettendo su due assi nella manica: i giovani, ai quali si è rivolto con una serie di frasi, e segmenti accordati pro-europei di tutti i 27 paesi membri dell'UE, che si prevede di attrarre in corso d'opera nei futuri "accordi contrattuali democratici" sotto la guida del "gruppo europeo per le riforme". Macron crede che l'Unione Europea possa ritrovare il suo carattere offensivo dopo la lacuna provocata dalla Brexit, scrive Werl.

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