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Paesi Baltici chiedono ai media di non essere chiamati “ex repubbliche sovietiche”

© Sputnik . Alexei Danichev / Vai alla galleria fotograficaNarva (Estonia)
Narva (Estonia) - Sputnik Italia
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Gli ambasciatori di Lettonia, Lituania ed Estonia hanno inviato una lettera al direttore del quotidiano francese Le Monde Luc Bronner, chiedendogli di non chiamare più i loro Paesi come "ex repubbliche sovietiche", scrive l'edizione lettone di Sputnik.

Il motivo di questa lettera è diventato un articolo sulla lotta della Finlandia contro la "minaccia ibrida" della Russia, dove i Paesi baltici vengono definiti "ex repubbliche sovietiche".

Gli ambasciatori Imants Liegis, Dalius Cekuolis e Alar Streimann hanno rilevato nella lettera che i loro Paesi non erano entrati volontariamente nell'Unione Sovietica nel 1940.

Inoltre hanno aggiunto che tutte e tre le repubbliche baltiche non sono state create da zero dopo il crollo dell'Unione Sovietica, ma hanno recuperato l'indipendenza, infine hanno dichiarato la continuità dei loro Stati.

Il quotidiano Le Monde non ha ancora rilasciato commenti.

All'inizio dell'anno i diplomatici dei Paesi Baltici avevano inviato una lettera simile al portale tedesco Zeit Online, che pubblicava le notizie provenienti da questi Stati nella rubrica "Eredità dell'Unione Sovietica".

Tutti e tre i paesi ritengono di essere stati occupati dall'Urss dal 1940 al 1991 e chiedono alle autorità russe risarcimenti per i "danni dell'occupazione sovietica". A Mosca a loro volta dichiarano che non si può parlare di nessun tipo di occupazione.

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