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Media: Gazprom ha bisogno dell’Europa occidentale come non mai

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Il colosso mondiale Gazprom sta attraversando momenti difficili registrando una significativa riduzione delle entrate. Lo scrive il quotidiano tedesco Die Welt.

Nessuna situazione esprime meglio i problemi dell'economia russa come quella di Gazprom. "Questo è l'esempio del colosso del gas che risente direttamente la concorrenza con gli Stati Uniti, così come le conseguenze delle sanzioni e del ribasso del prezzo del petrolio", scrive il giornalista Eduard Steiner.

A giudicare dalle cifre oggettive, il gruppo ancora è in piedi saldamente sulle sue gambe da gigante: stando alle stime più recenti, "nella prima metà di quest'anno la compagnia ha venduto in Europa occidentale 119,1 miliardi di metri cubi di gas (…) circa il 9 % in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso", riferisce l'articolo. Ma il prezzo del gas, che dipende dal prezzo del petrolio, non è felice: nei primi sei mesi è diminuito del 13% rispetto allo scorso anno. "Per la prima metà del 2017 l'utile della società è diminuito del 37% rispetto alla prima metà del 2016, che ammontava a circa 5,4 miliardi di dollari", sottolinea Steiner.

Ancora più problematico è il fatto che il gigante russo è "caduro nel fuoco incrociato del confronto geopolitico tra la Russia e gli Stati Uniti. Anche se Gazprom non compare nelle liste europee delle sanzioni, gli americani, adottando un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, volevano intralciare l'estensione del Nord Stream, il figlio prediletto del colosso russo del gas. Con il suo aiuto la compagnia pianifica di assicurarsi una posizione dominante a lungo termine nel mercato europeo. Gli Stati Uniti, a loro volta, non nascondono di voler riservare per se stessi il ruolo di fornitore di gas all'Europa, entrando in concorrenza con Gazprom", si legge nell'articolo.

"Il business in Europa è fondamentale per Gazprom. La può guadagnare più che a casa. Il prezzo del gas nel mercato interno è di soli 3761 rubli per mille metri cubi: un terzo rispetto al mercato estero. E il crollo del prezzo sul mercato russo potrebbe continuare. Ciò è dovuto alla crescente concorrenza in modo aggressivo nel mercato interno", osserva l'autore.

La situazione, secondo Steiner, è in continua evoluzione per l'aspirazione di Rosneft di voler porre fine al dominio di Gazprom.

"Gli esperti vedono un collegamento con la nomina pianificata di Gerhard Schroeder nel Consiglio di Amministrazione della Rosneft: l'ex-cancelliere presumibilmente dovrebbe essere un mediatore nella disputa con Gazprom".

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