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L'estero ci aiuti: l'Iran spera nel denaro degli investitori stranieri

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Principalmente si tratta di progetti petrolchimici.

Nonostante il settore petrolchimico iraniano sia uno dei settori industriali del paese in ascesa più rapida, che nel corso dell'ultimo anno fiscale ha mostrato un aumento della potenza nominale del 7%, l'Iran vuole ancora 55 miliardi di dollari per realizzare i suoi piani per aumentare la capacità di produzione del settore petrolchimico. Lo testimoniano i dati della società petrolchimica nazionale dell'Iran.

Secondo il rapporto, l'esportazione iraniana di prodotti petrolchimici negli ultimi sei mesi ha raggiunto gli 11,5 milioni di tonnellate, pari a 5,25 milioni di dollari. Oltre a questo, dal 21 marzo 2017 in Iran sono iniziati 58 nuovi progetti petrolchimici. La loro potenza nominale sarà pari a 58,4 milioni di tonnellate annue. A marzo 2018 è prevista l'apertura di sette fabbriche e altri 23 stabilimenti petrolchimici. 

Tuttavia, la Repubblica Islamica dell'Iran prevede di aumentare questa cifra. Entro il 2022  vuole raddoppiare la propria capacità produttiva e per farlo ha bisogno di 20 miliardi, per raggiungere la cifra di 150 milioni di tonnellate di prodotti petrolchimici annuali e l'attuazione di questi piani è prevista per il 2025. Per queste attività c'è bisogno di circa 35 miliardi di dollari. La capacità di produzione iraniana nominale del settore petrolchimico è di 73 milioni di tonnellate all'anno.

Vale la pena ricordare che a maggio 2017 le autorità iraniane hanno definito le somme necessarie per lo sviluppo dei loro progetti petrolchimici. Secondo il vice ministro del petrolio Hussein Zamanini, Teheran spera, nei prossimi anni, di aumentare i progetti petrolchimici da 50 a 80 miliardi di dollari di investimenti stranieri, per la realizzazione dei piani del 2021. Dopo di che ci sarà bisogno di circa 100 miliardi di dollari per lo sviluppo dell'industria petrolifera.

Per attirare gli investitori l'Iran ha sviluppato un nuovo modello di contratti petroliferi, sulla base dei quali si intende fornire agli stranieri 49 giacimenti di petrolio e gas. Il loro costo totale è di 185 miliardi di dollari, un accordo su questi progetti il governo conta di firmarlo entro la fine del 2020.

Lo sviluppo del settore petrolchimico in Iran è attivamente iniziato negli anni ' 60. Grandi  impianti sono stati costruiti nella città di Shiraz, Chardz e Abadan. A Shiraz, fino a pochi anni fa, il ministero del petrolio iraniano prevedeva la costruzione di una raffineria di petrolio, la Pars. Nel 2010 hanno analizzato la situazione finanziaria per garantire la costruzione della raffineria di petrolio Farss Setarie Kalidze, dove si produrranno fino a 35 milioni di litri di benzina, per risolvere completamente il problema della benzina e gasolio nel paese, in termini di qualità e quantità.

Dunk C negli anni '80 ha cominciato a ripristinare la produzione, alla fine degli anni' 90 è iniziata la costruzione su larga scala di nuove imprese. Molti dei grandi progetti sono stati lanciati prima dell'introduzione delle sanzioni contro l'Iran sulla tecnologia occidentale. In seguito dopo l'allontanamento delle aziende europee, con l'introduzione di misure restrittive contro il paese, molti progetti sono stati abbandonati. Nei primi mesi del 2016 le sanzioni economiche contro il paese sono state cancellate e Teheran ha deciso per il recupero della sua industria petrolifera.

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