Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Non è la Rai (e nemmeno l'autografo)

© Foto : foto del bloggerLe ragazze di Non è la Rai
Le ragazze di Non è la Rai - Sputnik Italia
Seguici su
Davo spesso un'occhiata ai primissimi autografi collezionati. È un po' come quando cambi look e ti guardi costantemente allo specchio: nella tua vita irrompe qualcosa di nuovo e tu ci familiarizzi per abituarti.

Ne ottenni altri grazie ad amici e conoscenti, del cui aiuto avrei sempre più imparato a beneficiare, ma la verità è che l'attenzione che davo all'autografo di Gascoigne era incomparabilmente maggiore. A quella firma associavo delle emozioni vissute in prima persona che le altre non mi davano. Avrei poi capito nel corso del tempo che non era tanto avere l'autografo che mi esaltava ma il procurarmelo: concepire il piano, studiare la situazione, rompere gli indugi, cogliere il momento.

Quando, in quel pomeriggio del giugno del 1995, appresi dalla Tv che il giorno dopo sarebbe stata l'ultima puntata di "Non è la Rai" decisi quindi che il giorno dopo sarei andato a sfidare il sole fuori gli studi del Centro Palatino per fare incetta di autografi.

Adoravo le ragazze di "Non è la Rai": quelle teenager parevano davvero librarsi in una dimensione superiore, erano mie coetanee ma sembravano avere mille marce in più. Cantavano, ballavano, si comportavano da dive e avrei scommesso che tutte lo sarebbero diventate.

La mia preferita si chiamava Francesca Gollini, che purtroppo era uscita dal programma l'anno prima. Non avrei potuto ottenere il suo autografo ma pazienza: ce ne erano decine di altri possibili da conquistare.

​Appostati con me fuori dagli studi c'erano tanti ragazzi ma anche tante ragazze, a dimostrazione della trasversalità del fenomeno: se per noi maschi era questione di ormoni e primi amori, per le femmine era un fatto di ammirazione ed emulazione.  Familiarizzai con quei miei coetanei più che con tanti miei compagni di classe, scambiandoci pareri su chi fosse la nostra preferita e perché (eh, chissà perché…).

Quando le ragazze iniziarono via via a uscire fu strano vederle nei loro abiti di tutti i giorni e non in quelli di scena. Sembrava fossero più loro stesse, più come noi.

Le prendemmo d'assalto, alcune di loro tra le più famose avevano già delle specie di bodyguard personali. C'era chi era più disponibile, chi giocava a fare la diva, chi era lusingata da attenzioni che probabilmente di solito riceveva in minor numero.

Io riuscii a ottenere l'autografo di Pamela Petrarolo, Ilaria Galassi, Antonella Mosetti e Nicole Grimaudo, che era la preferita di Nicholas, uno dei miei compagni di taekwondo. Quanto lo avrei fatto morire d'invidia se all'epoca fossero esistiti i selfie!

A un certo punto uscì lei, Ambra Angiolini, la stella indiscussa del programma. Fu letteralmente sommersa, da lei mi separavano decine e decine di corpi. Volevo davvero tanto un autografo ma non sapevo cosa fare.

"Le donne ti fanno aspettare, sempre, e tu per farle contente aspettale", diceva mio fratello.

#finalmente #ventianni #ambra #ambraangiolini #autografo #incontro #tepertenezco #tappartengo #mitica #felicita #grazie @ambraofficial ❤️️

Публикация от Gaspare Segreto Gassecret (@gaspare_segreto_gassecret) Окт 24 2016 в 9:04 PDT

Decisi di fare così con Ambra, anche se il contesto e le finalità erano ovviamente diverse. Attesi un tempo davvero lungo finché Alessia Mancini la prese per un braccio e fece per tirarla via. "Ci vediamo al Piper!", gridò alle altre ragazze, credo si riunissero lì per festeggiare. Dopo aver aspettato tanto non volevo perdere l'occasione e la rincorsi: "Ambra, Ambra! Un autografo!". La spinsero dentro una macchina e chiusero la porta. Lei riuscì a far scivolare dal finestrino una sua foto autografata ma erano di quelle standardizzate, prestampate. Ovviamente, con la mia impulsività di allora, la rifiutai e la lasciai lì.

Oggi ho parametri diversi tramite cui valutare la riuscita o meno di un piano ma quel giorno ero deluso e mi focalizzavo più sull'aver perso l'occasione con Ambra piuttosto che gioire per gli autografi di Pamela, Ilaria, Antonella e Nicole, che sarebbero rimaste tutte abbastanza famose. Nicole l'ho sempre trovata bellissima poi.

Poi avrei imparato ad aspettarle non solo per gli autografi, le donne. Le attese per una firma sarebbero comunque diventate una costante, dilatandosi in tempi che allora non potevo davvero immaginare.

Quel giorno tornai a casa con un autografo in meno ma con una lezione imparata in più: per quanto puoi pianificare le cose per bene e agire per il meglio, può sempre spuntare una mano che tira via il tuo possibile successo e lo allontana da te. Non si può controllare tutto ma bisogna fare in modo che quello che dipende da noi sia fatto per il meglio.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала