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In tre per prendere la Sicilia. Un segnale per l’Italia

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Mentre in Europa c’è chi pensa di fregare gli elettori ridimensionando il Brexit e progettando un qualche patto per una “Nuova Europa (a guida tutta tedesca o franco-tedesca) con, al suo interno, di nuovo, la Gran Bretagna, l’Italia politica (per meglio dire “dei politici”) è tutta concentrata sulle prossime elezioni regionali siciliane.

I protagonisti sono tre e sono tutti e tre molto preoccupati. Matteo Renzi, per primo, che mette le mani avanti facendo intendere che l'isola non è poi così importante. Segno di nervosismo che, tra l'altro, rischia di fargli perdere altri voti. Ma, certo, se Matteo Renzi perdesse in Sicilia sarebbero guai a Roma. Di sconfitte l'acclamato leader del Partito Democratico ne ha già inanellate parecchie, in successione, perdendo il posto di premier, perdendo il Referendum sulla Costituzione, perdendo le amministrative qualche mese fa. La quarta, a pochi mesi dalla elezioni politiche, potrebbe rivelarsi esiziale per lui. Personalmente.

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La destra è alla caccia frenetica di personalità atte a portare voti. Non importa su quali linee politiche. Gianfranco Miccichè, tirato fuori dal cappello a cilindro di Berlusconi, sta cercando affannosamente di comporre un puzzle vincente. Come un "cacciatore di teste" che propone poltrone regionali. Sperando che gli appetiti siano abbastanza forti da far rischiare, appunto, le teste. Ma, esattamente come il Partito Democratico, non ha una proposta per l'Isola che non sia la conquista del Palazzo dei Normanni.

Infine il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che continua a parlare di un futuro governo nazionale, appunto a 5 Stelle, deve dimostrare se siano veri i sondaggi che lo danno in crescita. Infatti l'impressione di molti, anche tra elettori e militanti, è che si tratti di sondaggi non del tutto sinceri, finalizzati a spaventare gl'incerti — che sono ancora la maggioranza — che temono una rottura della continuità del comodo potere del Partito Democratico.

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Quindi, anche per Beppe Grillo, le elezioni siciliane sono importanti. Una flessione in Sicilia — luogo, non si dimentichi, del primo trionfo elettorale del Movimento 5 Stelle — sarebbe la seplotura dei sogni di Di Maio, il candidato in pectore all'incarico di premier, e imporrebbe un cambio moderato di linea, ancora più drastico di quello, già in corso, sulla grande questione irrisolta (e irrisolvibile) dei migranti che arrivano sulle coste italiane.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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