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Vice premier russo incontrerà presidente moldavo a Teheran

© Fotolia / Melanie_10La sede del Parlamento della Moldavia a Chisinau
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Il vice premier russo Dmitry Rogozin, dichiarato dalla Moldavia persona non grata, s’incontrerà col presidente moldavo Igor Dodon a Teheran in occasione dell’insediamento del presidente iraniano Rouhani.

Il presidente della Moldavia Igor Dodon il 4 agosto è andato in visita a Teheran, dove parteciperà all'insediamento del presidente iraniano Hassan Rouhani. Dodon terrà una serie di incontri a Teheran, tra cui uno con Rouhani, e anche con il vice premier russo, Dmitry Rogozin, il quale le autorità della Moldavia il 2 agosto hanno dichiarato persona non grata.

"La Moldavia è un piccolo paese, che deve sviluppare relazioni amichevoli con tutti i paesi per garantire il normale funzionamento della propria economia e il benessere dei suoi cittadini" ha detto Dodon. Egli ha aggiunto che lo sviluppo della cooperazione con l'Iran porterà solo benefici alla Moldavia.

Si segnala che è già il secondo viaggio di Dodon a Teheran in 6 mesi di mandato presidenziale.

Dmitry Rogozin, ricordiamo, è inviato speciale del presidente Russo per la Transnistria e co-presidente della commissione intergovernativa per la cooperazione economica e commerciale. L'annuncio di persona non grata significa l'effettivo congelamento delle relazioni russo-moldave in tutti i settori chiave e nella questione della Transnistria. Questo può anche aggravare la situazione in Moldavia. Le autorità della regione autonoma della Gagauzia hanno espresso il loro malcontento per il corso politico di Chișinău nei confronti della Russia.

Il Ministero degli esteri russo ha dichiarato che la decisione della Moldavia di definire Rogozin persona non grata "causa legittima indignazione e riceverà una risposta appropriata" da parte di Mosca. Questa volta nel Ministero si sono astenuti dalle tradizionali osservazioni sul fatto che dietro a questa decisione non c'è Chișinău ma l'Occidente, e che questo è un episodio di lotta politica interna tra il presidente "pro" russo Igor Dodon e del governo occidentalizzato sotto il controllo del leader del partito democratico di Vladimir Plakhotnyuk.

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