Ucraina presenta all'ONU le “prove” dell'intervento militare russo nel Donbass

© Sputnik . Andrei Stenin / Vai alla galleria fotograficaDonbass, milizia separatista
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L'Ucraina ha consegnato alla Corte internazionale migliaia di pagine di "prove documentali" relative al coinvolgimento russo nel conflitto del Donbass, ha comunicato il direttore dei servizi segreti di Kiev (SBU) Vasiliy Gritsak.

Lo scorso gennaio le autorità ucraine avevano depositato presso la Corte internazionale di giustizia dell'ONU all'Aja un esposto contro la Russia.

Kiev sostiene che Mosca abbia violato due convenzioni: una sulla lotta al finanziamento del terrorismo, l'altra sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale.

Durante il procedimento l'Ucraina aveva chiesto di introdurre le cosiddette "misure provvisorie" contro la Russia.

"Tutti voi sapete che a gennaio l'Ucraina ha avviato una causa alle Nazioni Unite contro la Russia per il sostegno di Mosca al terrorismo nel Donbass… Stiamo trasmettendo migliaia di pagine di documenti e prove documentali dei crimini russi nel Donbass e in Crimea", — ha detto Gritsak in una conferenza stampa ripresa dai principali media ucraini.

I giudici hanno accolto solo una richiesta di Kiev, stabilendo che la Russia "dovrebbe astenersi "da limitazioni" delle possibilità dei tartari della Crimea di conservare le loro istituzioni di potere" e garantire la possibilità di studiare la lingua ucraina. Il tribunale non ha ignorato la posizione ucraina riguardo le pretese sulle violazioni della Convenzione relativa al finanziamento del terrorismo.

Nel processo Mosca è rappresentata dal direttore del dipartimento legale del ministero degli Esteri Roman Kolodkin.

Secondo lui, le accuse mosse da Kiev sono al di fuori della competenza dei giudici. Kolodkin ha dichiarato che se Kiev realmente vuole la pace, dovrebbe lavorare per la piena attuazione degli accordi di Minsk.

Il numero uno dei servizi segreti ucraini ha inoltre riferito che le forze speciali nazionali hanno ripetutamente arrestato militari russi. L'ultimo caso risonante riguarda l'arresto di Viktor Ageev.

Il ministero della Difesa russo ha riferito che Ageev non è mai stato un soldato professionista delle forze armate. Nel maggio 2016 aveva servito come riservista, dopodichè aveva lasciato il suo posto interrompendo qualsiasi tipo di collaborazione con l'esercito russo. Le autorità separatiste di Lugansk hanno confermato che tutti i soldati catturati dalle forze ucraine sono combattenti delle milizie dell'autoproclamata Repubblica separatista.

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