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Volontari stranieri in lotta per la liberazione di Raqqa

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A Raqqa si combatte ferocemente per ogni angolo, per ogni metro della città siriana. Mercenari e volontari stranieri combattono spalla a spalla con i soldati delle “Forze Democratiche in Siria” e con le “Unità di autodifesa” per la liberazione della città dai militanti dello Stato Islamico.

Tra questi c'è Meiser Gifford, che ha lasciato la professione di broker a Londra ed è andato a combattere per la "pace per il futuro della Siria".

"Qui ci sono le forze democratiche laiche, e gli abitanti locali. Sono loro che hanno intenzione di liberare il paese, e non l' America o il Regno Unito. Se tutti noi, come i cristiani con cui mi trovo qui oggi, sosterremo queste persone, potremo aiutare il paese ad avanzare sulla strada per un futuro di pace e democrazia" è sicuro il volontario delle "Forze Democratiche in Siria".

Per il Marine di San Francisco, Kevin Howard, Raqqa è come Berlino, e la lotta ai jihadisti la paragona alla lotta al nazismo durante la seconda guerra mondiale.

"La sorella di un mio amico era al teatro "Bataclan" al momento dell'attacco. Ho combattuto in Iraq dal 2006 al 2008. Ho perso molti amici lì. Qui per me la battaglia continua" racconta il soldato volontario delle "Unità di autodifesa".

Circa un quarto del territorio di Raqqa è sotto il controllo delle formazioni arabo-curde. I militanti tengono in ostaggio dai 30.000 a 50.000 civili.

Il mese scorso negli scontri in strada sono morti 70 combattenti, tra cui soldati stranieri-volontari.

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