La stella potenzialmente più piccola dell'Universo è stata scoperta

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Gli scienziati hanno scoperto nella costellazione dello Scultore la più piccola stella dell'Universo mai osservata.

Il suo raggio è solo un pò più piccolo di quello di Saturno, il suo peso di sole 85 volte maggiore di quello di Giove, si legge in un articolo pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics.

"La nostra scoperta è una chiara dimostrazione di quali dimensioni minime possano raggiungere le stelle. Se la massa della EBLM J0555-57Ab fosse stata solo un pò minore, la reazione termonucleare nel suo nucleo semplicemente non si sarebbe avviata e si sarebbe trasformata in una nana marrone" dice Alexander Boetticher dell'università di Cambridge.

Tutte le stelle della via Lattea e di altre galassie nascono all'interno di particolarmente dense nubi di gas, che in un determinato momento cominciano ad indurirsi. Con il tempo, la temperatura e la pressione al loro interno cominciano a crescere in coaguli che raggiungono valori così alti che nel loro centro inizia a verificarsi una reazione termonucleare tra singoli atomi di idrogeno.

Reazioni simili, come dimostrano i calcoli astrofisici, possono avvenire solo all'interno di oggetti sufficientemente grandi, il cui peso è pari a circa il 7% di quello solare, 73 volte superiore alla massa di Giove. I corpi celesti meno grandi si trasformano in nane brune, ovvero "stelle fallite", debolmente luminose e che gradualmente vanno dissolvendosi.

Boetticher e i suoi colleghi hanno scoperto il primo esempio di questo tipo di stelle — a metà tra nane marroni e più deboli e piccole nane rosse-  osservando coppie di corpi celesti molto piccoli, dove un corpo è sempre più piccolo rispetto all'altro.

Quando una stella piccola e fioca acquisisce un disco di luminarie più grande, la sua luminosità scende drasticamente, questo ha permesso agli astronomi di misurare il diametro e la massa dell'una e dell'altra a "metà" con sistema duale. Guidati da un simile principio, gli astronomi del progetto EBLM, già da diversi anni, osservando il cielo notturno dell'emisfero meridionale, cercano di trovare le stelle più piccole e fioche.

Queste ricerche hanno avuto pieno successo, la squadra di Boetticher è riuscita a misurare a tempo di record la piccola stella EBLM J0555-57Ab, che si trova a 600 anni luce dalla Terra, nella costellazione dello Scultore. Fa un giro quasi doppio intorno al sole, percorrendolo in soli sette giorni.

Si tratta di un corpo celeste delle dimensioni di Saturno, la cui massa di energia solare è solo 8%, attira la materia in maniera 300 volte più forte della Terra. Come dimostrano le osservazioni degli scienziati, è insolitamente lenta per essere una stella di piccole dimensioni. Avendo tempi di vita molto lunghi, questi corpi creano le condizioni più favorevoli per la nascita della vita.

"Le piccole stelle sono ottimali per la ricerca di "sosia" della Terra e per lo studio della loro atmosfera. D'altra parte, prima di poter procedere a questa ricerca, è necessario innanzitutto studiare e capire quali sono le stelle attorno a cui ruotano o possono ruotare", conclude Amaury Triaud, collega di Boetticher, che ha appena scoperto un sistema planetario unico nel genere, il TRAPPISTA-1, analogo alla Terra.

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