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La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

National Interest: gli USA devono ritirarsi dall’Afghanistan

© AFP 2022 / Romeo GacadMilitari USA in Afghanistan
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sempre meno tempo per ritirare le truppe dall'Afghanistan e far gravare la colpa del fallimento sui suoi predecessori. Lo scrive il National Interest.

Il fatto che Trump intenda continuare la politica degli Stati Uniti sull'Afghanistan è dimostrato dall'intenzione di voler aumentare ulteriormente le truppe del contingente statunitense. Invece di rivedere la strategia americana in Afghanistan, il presidente ha messo la questione nelle mani del dipartimento della Difesa. Tuttavia il Pentagono ha il suo parere sulla questione. Quindi se Trump può far ricadere sui suoi predecessori la responsabilità del fallimento in Afghanistan, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti non può permetterselo. I militari statunitensi capiscono benissimo che anche se il numero delle truppe statunitensi nel contingente fosse 20 volte superiore a quello attuale, gli Stati Uniti non hanno alcuna possibilità di vincere. Pertanto se il Pentagono intende continuare nel vecchio modo, è meglio che ammetta la sconfitta. Inoltre, l'esercito americano ha smesso di usare la parola "vittoria" in relazione all'Afghanistan, preferendole la formula "creare stabilità".
Qualunque cosa possa giustificare la volontà del Pentagono di continuare l'attuale corso in Afghanistan, tutte queste ragioni, sostiene la pubblicazione, sono ridicole. In particolare, l'affermazione che le forze afghane hanno bisogno di più formazione dopo 16 anni, può sollevare soltanto dubbi sul fatto che è possibile ottenere qualcosa di significativo in futuro. E sembra inoltre insensata l'idea che se gli Stati Uniti non contrastano gli islamisti in Afghanistan, avranno a che fare con loro sul proprio territorio.
Questa affermazione è piuttosto malconcia e non è conforme, secondo l'autore, alla verità. In primo luogo perché il movimento talebano non è un gruppo terroristico internazionale, ma solo locale. Inoltre, quelli che dicono che il ritiro degli Stati Uniti trasformerà l'Afghanistan in una base di addestramento per terroristi, non tengono conto del fatto che i recenti attacchi terroristici, che hanno avuto luogo in Occidente, sono stati commessi da persone locali. L'aumento delle truppe non potrebbe in alcun modo contribuire alla lotta contro questo fenomeno.
Se poi gli USA vogliono debellare il fenomeno li dove ha le radici, allora dovrebbero occupare una serie di altri stati come Libia, Siria, Iraq, Yemen, Somalia, Nigeria e Mali. Non dobbiamo dimenticare che la base di addestramento principale dei talebani è il Pakistan, al quale Washington non fornisce sostengono.
In Afghanistan, conclude la pubblicazione, gli Stati Uniti devono permettere ai cittadini di decidere il proprio destino. Washington ha bisogno di lavorare con i musulmani moderati per contrastare i radicali. In questo caso, l'onere principale degli Stati Uniti per proteggere i cittadini da terroristi dovrebbero cederlo alle autorità locali.

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