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I cinesi andranno sulla Luna con la tecnologia aerospaziale sovietica

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L’Ucraina svenderà la tecnologia del “blocco E”, un modulo di discesa lunare sovietico, con il quale, alla fine degli anni ’60 e ’70, l’URSS voleva effettuare la prima missione umana sulla Luna.

Si prevede che il consorzio di progettazione aerospaziale Yuzhnoye ricostruirà nei suoi impianti il modulo di mezzo secolo fa, e la relativa documentazione in forma digitalizzata verrà venduta a Pechino. Lo comunica l'autore di Popular Mechanics e redattore di RussianSpaceWeb.com Anatolij Zak.

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L'URSS pianificava di inviare un astronauta sulla superficie lunare per mezzo della navicella LZ. Era composta da due moduli, uno orbitale e uno di discesa, la quale sarebbe stata lanciata con il razzo vettore H-1. Il modulo di discesa L3 poteva ospitare un solo astronauta, mentre il velivolo orbitale due, il che significa che sulla superficie lunare sarebbe atterrato solo un astronauta mentre l'altro lo avrebbe aspettato nel mezzo orbitale. Il trasferimento da un modulo all'altro era possibile solo attraverso l'esterno, dunque nello spazio aperto. Era previsto che al ritorno del modulo di discesa al segmento orbitale gli astronauti sarebbero tornati sulla terra.

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La navicella spaziale sovietica L3 era diversa dal mezzo Apollo, il quale aveva un modulo di discesa capace di ospitare due astronauti. Il sistema sovietico avrebbe dovuto utilizzare lo stesso "blocco E" sia per l'atterraggio che per il decollo (il "blocco D" sarebbe stato usato solo nella fase iniziale di sbarco sulla Luna della Terra), mentre la navicella Apollo usava due fasi separate per la fase di decollo e di atterraggio.

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L'H-1-L3 non è mai stata completamente testata poiché tutti e quattro i voli effettuati hanno fallito. Invece tre lanci della L3 con il razzo "Soyuz-l" hanno avuto successo. L'URSS tramite la L3 pianificava inviare degli astronauti sulla Luna prima della missione statunitense Apollo. Il programma H-1-L3 non ebbe fine, infatti fu ridimensionato nel 1974 a causa degli insuccessi dei test dell'H-1, dei cambi dei vertici del programma spaziale sovietico e la frustrazione dovuta al successo del programma lunare americano Apollo. Ma grazie al programma N-1-L3 l'industria spaziale sovietica ottenne promettenti tecnologie, prima di tutto legate al missile per il lancio della L3.

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Il "blocco D", sviluppato come RSC "Energia" (il nome contemporaneo), viene utilizzato in versioni aggiornate per i razzi classe "Proton" e "Zenith". Fu proprio il "blocco D" a permettere l'URSS di raggiungere un'orbita geostazionaria attorno alla terra. Il "blocco E" dal 1965 è stato principalmente sviluppato dal consorzio di progettazione aerospaziale Yuzhnoye. Sulla base dei propulsori del "blocco E" in "Yuzhnoye" sono stati poi progettati i motori per il quarto stadio AVUM (Attitude Vernier Upper Module) del razzo leggero europeo Vega. Il "blocco E" può essere considerato uno degli elementi più complessi dell'L3. L'acquisto di questa tecnologia potrebbe permettere alla Cina di risparmiare significativamente nello sviluppo di sistemi analoghi e di accorciare i tempi per la prima missione cinese sulla Luna.

Il razzo comprende due motori, quello di base 11D411 (РD858) e quello di supporto 11D412 (RD859). Il primo è stato progettato per due lanci (per l'atterraggio e il decollo sulla Luna) mentre il secondo nel caso di avaria del motore principale durante l'atterraggio e, per sicurezza, dopo l'atterraggio del lander sulla superficie della Luna. Il "blocco E" superò con successo i test a terra e tutti e tre voli con la L3 erano riusciti.

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La versatilità delle soluzioni del "blocco E" è stata molto apprezzata dalla parte cinese la quale ha chiesto agli specialisti ucraini di fabbricare la versione originale del  "Blocco F" utilizzando moderni sistemi digitali di progettazione e un moderno sistema di controllo. Gli esperti ucraini hanno anche promesso di aiutare ad organizzare la produzione del "blocco F" in Cina.

Per ora non è noto se i cinesi useranno il "blocco E" per la realizzazione di una propria navetta spaziale. Anatoly Zak, il quale ha partecipato all'incontro tenutosi a Dnepropetrovsk "Una base lunare: fasi fondamentali e aspetti di realizzazione", crede che la Cina stia ripercorrendo il progetto del lander lunare sovietico, in modo che sulla superficie del satellite terrestre possano atterrare non uno ma subito due o tre astronauti cinesi.

"Il potenziale dell'Ucraina non è talmente alto da permetterci di andare sulla Luna da soli, dunque dobbiamo integrarci nella comunità spaziale internazionale con la Cina, l'America e con l'Agenzia Spaziale Europea. E i nostri migliori progetti dovranno essere usati nelle missioni internazionali" ha espresso la sua posizione riguardo le missioni sulla Luna lo studioso dell'Accademia nazionale della scienza ucraina Yaroslav Yazkiv alla conferenza del 26 maggio consorzio di progettazione aerospaziale Yuzhnoye.

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È improbabile che i benefici che il consorzio di progettazione aerospaziale Yuzhnoye riceverà dall'accordo con la Cina giustificherà i costi iniziali dell'URSS nella creazione del "blocco E". Però il paese dove è stato creato il "blocco F" da tempo non esiste più ed è un bene che il frutto del lavoro degli ingegneri sovietici possa avere nuova vita.  

Già da tempo è noto che l'astronautica cinese è di fatto copiata da quella sovietica: le navette "Shenzhou" sono uguali alle "Soyuz", le tute spaziali cinesi sono uguali alle russe "Sokol". La Russia negli anni '90 vendette alla Cina un pacchetto di tecnologie spaziali sovietiche e addestrò i primi astronauti cinesi.

Di conseguenza, la Cina ha creato una navetta più ampia rispetto alla "Soyuz" risparmiando molti anni di test e miliardi di dollari. Ora la Cina può fare quello che l' URSS non è riuscita a fare: sbarcare sulla Luna, acquistando tecnologie sovietiche promettenti che non hanno trovato trovano applicazione né in Russia né in Ucraina.

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