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Biologi russi e tedeschi creano il primo “cuore di Frankenstein”

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I biologi dell'università di Mosca e dell'università di Bonn hanno scoperto che frammenti di tessuto cardiaco di diversa provenienza possono essere collegati tra loro e possono battere all'unisono, creando così patch cardiaci universali, si legge in un articolo pubblicato sulla rivista Biomaterials Science.

"Al momento va tutto bene per far crescere le patch sul cuore. La domanda è questa: serve fermarsi e creare una costruzione di tessuti che può essere inserita nel cuore anche se non può unirsi in un unico tessuto eccitabile? Abbiamo dimostrato che si può formare. Anche se abbiamo diverse cellule a diversi stadi di sviluppo, persino di diversi animali. Anche se, naturalmente, gli animali erano di specie molto simili, come ratto e topo, così come tra scimmia e uomo," — afferma Konstantin Agladze, professore dell'università moscovita.

Il cuore dell'uomo e degli animali è un organo particolare, le cui cellule possono spontaneamente produrre impulsi elettrici e contrarsi, senza la necessità di un flusso costante di "comandi" dal midollo spinale o dal cervello. Gli impulsi sono elaborati dalle cosiddette "cellule-drivers", mentre i cardiomiociti le sfruttano per la riproduzione dei tempi desiderati di contrazione e rilassamento.

Gli scienziati russi ed i loro colleghi tedeschi hanno scoperto che queste operazioni possono essere effettuate in linea di principio con la creazione di una sorta di analogo del cuore di Frankenstein, personaggio ideato dalla scrittrice Mary Shelley, usando frammenti di tessuto cardiaco di due diverse specie di roditori.

Impiantando frammenti di cellule di ratti appena nati e adulti, i ricercatori seguivano la loro crescita e la loro interazione, aggiungendo un colorante speciale che si illuminava quando le cellule o generavano un segnale elettrico e la trasmettevano alle fibre muscolari adiacenti.

Come mostrato in questi esperimenti, le singole colture di cellule erano perfettamente in grado di comunicare tra loro anche se appartenevano ad animali diversi o anche a diverse specie di roditori. In quest'ultimo caso, secondo i ricercatori, il segnale elettrico si trasmetteva non così velocemente come tra i frammenti di tessuto cardiaco dello stesso animale, ma passava.

Tutto questo sottolinea il fatto che le "patch" di tessuto cardiaco possono essere utilizzate per lottare davvero con le conseguenze delle ischemie, infarti ed altre interruzioni del lavoro del cuore. D'altra parte, come sottolineato da Agladze e dai suoi colleghi, questi esperimenti non possono ancora essere effettuati nell'uomo, dal momento che gli scienziati hanno registrato un'attenuazione del segnale insolita a determinate frequenze, aumentando il rischio di aritmie e minacciando la vita del paziente.

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