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Russia distrugge 98,9% stock armi chimiche

© Sputnik . Pavel LisitsinArmi chimiche
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La Russia ha distrutto il 98,9% delle sue armi chimiche; alla fine del 2017 presso la base di “Kizner” in Udmurtia è stata smatellata l'ultima munizione con agenti chimici, ha comunicato il gruppo di controllo federale per la conservazione sicura e la distruzione delle armi chimiche.

A metà giugno nella base è stata completata la totale distruzione del sarin. Dal 19 giugno la distruzione di armi chimiche è ripresa. Adesso seguiranno le munizioni di artiglieria armate col gas nervino VX.

Dopo la caduta dell'URSS in Russia sono rimaste le più grandi scorte di armi chimiche al mondo: 40.000 tonnellate. Il paese ha annunciato della presenza di esse in sette siti: nel paese Gornyj della regione Saratovskij, nella città di Kambarka in Udmurtia, nel paese Kizner di Udmurtia, nel paese di Maradynovskij nella regione di Kirov, nella città di Shchuchye della regione di Kurgan, nella città di Pochep nella regione di Brjansk e nel villaggio di Leonidovka nella regione di Penza.

La discussione internazionale per il divieto delle armi chimiche è iniziata nel 1968; il 30 novembre 1992 l'assemblea generale dell'ONU ha adottato la convenzione per il divieto delle armi chimiche, la quale è entrata in vigore il 29 aprile 1997. La convenzione completa il protocollo di Ginevra del 1925. Attualmente ad esso aderiscono 192 paesi. Ne rimangono fuori l'Egitto, Israele, Corea del Nord e Sudan del sud,

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