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Putin: il mio lavoro al KGB associato all'intelligence clandestina

© AFP 2021 / DMITRY KOSTYUKOVPresidente russo Vladimir Putin
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Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che il suo lavoro al KGB era legato non solo al servizio di intelligence straniera, ma anche clandestina.

Secondo Putin, gli agenti clandestini sono "persone speciali, di particolare qualità, con particolari convinzioni, si tratta di persone con carattere particolare".

"Abbandonare la loro vita, abbandonare i propri cari, i parenti e lasciare il paese per molti anni, dedicare la loro vita a servire la Patria non è una cosa che tutti possono fare. Questo possono farlo solo le persone speciali. Dico questo senza esagerare. Con questo approccio al caso, al paese, alla gente vivono gli agenti dell'intelligence clandestina. Sono persone uniche" ha sottolineato il presidente, augurando felicità e benessere agli agenti.

Putin ha detto che ricorda una conversazione con uno dei suoi ex colleghi, nell'intelligence da molti anni: "è tornato, ha lavorato con me, con le principali forze di sicurezza. Allora gli dico: "San Sanych, avete lavorato tanto e ora siete qui con me, è normale? In linea di principio, potevate contare su qualcosa di più" ha detto Putin e lui ha risposto:"potevo occupare una posizione diversa, il Centro mi ha proposto di farlo, ma non ho voluto. Perché credo che il premio per quelli a cui è affidata la patria, sia svolgere questa funzione, a cui nessuno tranne noi può aderire. Questa è la più grande ricompensa per me e dovrei ringraziare la mia patria" ha raccontato il presidente

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