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L'ondata di attacchi terroristici è una conseguenza della politica migratoria dell'UE

© AFP 2021 / John ThysBeata Szydlo
Beata Szydlo - Sputnik Italia
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Lo ha detto il primo ministro della Polonia.

L'ondata di attacchi terroristici in Europa è la conseguenza di una irresponsabile politica di immigrazione, ha detto il primo ministro della Polonia Beata Szidlo, in onda sulla televisione polacca.

"Questa è la conseguenza di politiche irresponsabili, svolte da molti anni, che hanno portato al fatto che le persone che sono venute in Europa o che vivono in Europa già da un paio di generazioni, sono abbandonate a se stesse, non hanno una visione del loro futuro" ha detto il primo ministro. 

Con questo, ancora una volta la premier si è espressa contro la ricollocazione dei rifugiati. "La politica, per placare la sua coscienza, ha preso la decisione di spostare semplicemente queste persone da un luogo all'altro e in questo modo pretende di risolvere il problema. Il problema non sarà risolto. Pertanto, il governo polacco ha parlato apertamente e chiaramente, dobbiamo aiutare queste persone, ma lì dove vivono" ha detto la premier polacca.

Si è espressa contro i corridoi umanitari per il trattamento dei rifugiati. "Se si parla di corridoi umanitari, per favore, prima di tutto, per rispondere alla domanda, non è più facile mettere un ospedale lì sul posto? Saremo in grado di assistere e curare sul posto più persone, di quante ne verrebbero portate in Polonia" ha detto la premier.

Nell'autunno del 2015, i paesi dell'UE hanno adottato la decisione di reinsediamento sul territorio di 160mila migranti africani che si trovavano in Grecia e in Italia. La quota è assegnata in proporzione alla popolazione dei paesi dell'UE e per una serie di altri fattori. La Polonia si è impegnata ad ospitare 7mila persone, la Repubblica Ceca 1600, l'Ungheria 1300, la Slovacchia 900 persone. Negli ultimi due anni la Polonia e l'Ungheria non hanno ospitato migranti, la Repubblica Ceca 12, la Slovacchia 16.

La Commissione Europea ha riferito in precedenza, che manderà lettere formali a Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria, nell'ambito della procedura per l'emissione di sanzioni contro i tre paesi, a causa del rifiuto di accettare i rifugiati. La Commissione rimane in attesa di una risposta.

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