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Tribunale italiano restituisce bambino russo alla cittadina russa

© Sputnik . Grigoriy SisoevUna partecipante al concerto dalla Rus' alla Russia per la Giornata della Russia alla piazza Rossa a Mosca.
Una partecipante al concerto dalla Rus' alla Russia per la Giornata della Russia alla piazza Rossa a Mosca. - Sputnik Italia
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Il Tribunale per i minori di Roma ha pronunciato il verdetto sul caso del piccolo cittadino russo, Andrey, che è stato sottratto alla madre Yana Karlisheva e illegalmente portato in Italia nel maggio del 2016 dal suo padre, l'imprenditore Andrey Akura.

Secondo la sentenza, il bambino verrà affidato alla Karlisheva, che dopo aver scoperto che il suo figlio abita in Italia, si è rivolta al tribunale di Roma.

"Si ritiene che la restituzione di Andrey alla madre non esponga il bambino ad alcun pericolo grave non solo per la sua corretta evoluzione, ma per la stessa incolumità del bambino. Il padre del minore non ha saputo produrre alcuna documentazione a sostegno delle sue dichiarazioni e nessun elemento convincente per l'esistenza di reali pericoli per il ritorno in Russia del figlio", — dice il verdetto.

Per maggiori informazioni Sputnik Italia si è rivolto all'Avvocato di Yana Karlisheva Alessandro Emmanuele.

— Avvocato, perché il caso che riguarda i due cittadini russi è stato deciso da una corte italiana?

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— La convenzione dell'Aja del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori stabilisce che il procedimento venga avviato nel paese dove il minore è stato portato. Quindi in questo caso il giudizio avvenga nel paese, dove il bambino è stato localizzato. Nel caso di figlio di Yana Karlisheva si tratta dell'Italia e di Roma pertanto la competenza è del tribunale per i minorenni di Roma.

La prima udienza è stata il 3 aprile. Io ho avuto modo di incontrare la mia cliente soltanto pochi giorni prima della prima udienza perché il procedimento inizia sul ricorso del Pubblico Ministero. Perché quando la mamma dichiara che il minore è sparito, le autorità centrali individuano, dove si trova il bambino, e a quel punto il Pubblico Ministero italiano avvia l'azione per valutare se le condizioni del ricorso siano ammissibili. Cioè se il bambino deve rientrare nel paese di origine. Dopo il ricorso del Pubblico Ministero, quindi, sono state due udienze: il 3 e 29 aprile. E il verdetto invece è stato pronunciato il 31 maggio.

— Il consolato russo in Italia ha in qualche modo sostenuto la sua cliente?

— In questo tipo di giudizi il consolato di solito non viene coinvolto.

— E stato difficile vincere questa "battaglia giudiziaria", visto che il vostro avversario è un uomo d'affari molto benestante e anche potente?

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— Infatti è stato molto difficile perché chiaramente Andrey Akura ha nominato avvocati importanti fra i quali è stata anche la famosissima Dott.ssa Maccaroni che appare molto spesso in televisione. All'inizio i presupposti erano per la dichiarazione dell'inammissibilità del ricorso. Il giudice non era per niente convinto. Abbiamo comunque scritto una grossa memoria per convincere il tribunale e solo grazie alla nostra difesa siamo riusciti a cambiare il corso della situazione. I nostri avversari hanno fatto molta difesa a loro tutela, però i principi di questa decisione erano soprattutto se il padre avesse un diritto di custodia sul figlio, quindi se avesse il diritto di trattenere il minore, e se vi fosse un effettivo pericolo per il bambino a rientrare in Russia. Loro hanno sostenuto che in Italia il bambino si sente meglio perché ha i piccoli disturbi di asma e il mare italiano gli fa bene, ecc. Comunque il presidente del tribunale ha accertato che il padre non ha alcun diritto di custodia del minore e oltretutto che non c'è assolutamente nessun pericolo di vita per tornare in Russia — la mamma di piccolo Andrey ha già in Russia altri due bambini. Come si poteva sostenere una cosa del genere? E poi per quanto invece riguardano le cure mediche, c'è scritto nella sentenza che il minore può tranquillamente farle in Russia dove si sono tantissimi specialisti che si occupano delle malattie di questo tipo. 

— E cosa succederà adesso? Quando e come il bambino tornerà alla madre?

— Il Tribunale per i minorenni ha chiaramente risposto per il rimpatrio. Adesso saranno gli organi competenti, il procuratore, il pubblico ministero, i servizi sociali e la polizia che debbano procedere poi per organizzare un incontro non traumatico con la madre. Dopodiché il minorenne dovrebbe essere restituito alla madre, ma la modalità decidono loro, non noi…

— Si tratta di una decisione irrevocabile o Andrey Akura può fare un ricorso?

— Questa decisione dei giudici è immediatamente esecutiva. Quindi verrà subito messa in esecuzione che il bambino torni alla madre. Poi con i tempi della giustizia italiana, gli danno la possibilità di fare un ricorso alla suprema corte che deciderà poi come proseguire.

— Come pensate di agire nel caso in cui lui deciderà di iniziare un nuovo processo?

— Chiaramente sostenteremmo la nostra difesa come abbiamo fatto nel tribunale per i minorenni. Avremo modo di difenderci anche davanti alla Corte di Cassazione.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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