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L’Occidente sta perdendo la guerra con la Russia perché non conosce il nemico

© Sputnik . Kirill Kallinikov / Vai alla galleria fotograficaIl Cremlino di Mosca
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Mentre l'Unione Europea sta cercando di capire la Russia attraverso il prisma dei propri modelli, Mosca conduce una guerra feroce sulle menti dei suoi cittadini, scrive il capo portale dziennik.pl del "Centro di Analisi della propaganda e disinformazione" Adam Lelonek.

L'autore sottolinea che per molti aspetti la Russia è superiore all'UE: perché spende di meno in intelligence e agisce più velocemente.

Mentre l'Unione Europea sta cercando di capire la Russia attraverso il prisma dei propri modelli, Mosca conduce una guerra feroce sulle menti dei suoi cittadini, scrive il capo portale dziennik.pl del "Centro di Analisi della propaganda e disinformazione," Adam Lelonek. L'autore sottolinea che per molti aspetti la Russia è superiore all'UE: perché spende di meno in intelligence e agisce più velocemente.

"Mentre l'Europa nei momenti più difficili delle relazioni con la Russia sembra seguire il pensiero del compositore tedesco Karl Orf: "sii gentile con i tuoi nemici, nulla li fa arrabbiare di più" Mosca mostra di più la posizione di Vyacheslav Molotov "La nostra causa è giusta. Il nemico sarà sconfitto". Il problema è che l'Occidente non sa nemmeno come infastidire la Russia, per non parlare di come affrontare anni di negligenze e di ignoranza delle azioni nemiche, tra cui le guerre d'informazione e la psicologiche" scrive sul  portale dziennik.pl il capo del " Centro di Analisi della propaganda e disinformazione" Adam Lelonek.

"La società occidentale sa poco della Russia. L'errore più grande è l'uso di schemi a noi famigliari e il tentativo di trovare analogie socio-politiche" aggiunte lui. Un influente politico, imprenditore, artista o scienziato russo sarà assolutamente diverso da un suo analogo occidentale in molti ambiti.

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Il risultato dell'ambiente socio-culturale russo è un modello di funzionamento unitario di tutto il sistema. L'enorme potere rilasciato da servizi segreti è entrato in simbiosi con il mondo del business, che si basa anche sulla comunicazione e contatti informali. Su questa facciata di democrazia nessuno sta compiendo sforzi per nascondere il vero volto dell'autoritarismo, il viso che da molti anni appartiene all'ex ufficiale del KGB, Vladimir Putin. "Questa è una delle più grandi differenze tra Russia e Occidente, che tuttavia rappresenta la più grande debolezza di quest'ultimo: il supporto del Cremlino da parte di agenzie di sicurezza, e soprattutto dei servizi speciali" sottolinea Lelonek.

In entrambi questi ambiti gli stipendi sono molto alti rispetto alla media. I dipendenti dei servizi segreti russi secondo i dati disponibili guadagnano molto di più dei colleghi occidentali, non solo in proporzione alla realtà russa. Essi ottengono esperienza pratica in situazioni in cui la legge non viene considerata, non ci sono interrogatori e l'unica regola è il successo ha detto. Mentre in occidente sono necessari ulteriori finanziamenti per i servizi speciali, non tanto per aumentare gli stipendi dei propri dipendenti, quanto per colmare le lacune nelle agenzie e per aumentare il numero di agenti nel controspionaggio di fronte ad una valanga di critiche da parte dei politici di sinistra o liberali. Le autorità vengono fortemente accusate di sperperare il denaro pubblico. "Restiamo quasi impotenti di nostra spontanea volontà" si rammarica l'autore.

"Nella guerra d'informazione la vittoria non sta nel vantaggio economico o tecnologico. L'idea opposta invece è evidente nella benevolenza e nell'ingenuità delle èlite occidentali, che è ben visibile nei frequenti confronti del potenziale della NATO, dell'Unione Europea o degli USA con la Russia. Potenziale che loro non possono usare perché perderebbero posizioni politiche e potere" spiega l'autore.

Ai confini dell'Europa ci sono i territori indipendenti della Georgia e poi dell'Ucraina. Nell'ultima ogni giorno continuano a morire migliaia di soldati in una guerra civile. Nel frattempo, milioni di persone in tutto il mondo grazie alla macchina della propaganda russa li chiama "conflitti interni". E questo dopo migliaia di provocazioni nei confronti dei paesi NATO in tutto il mondo, dopo l'aumento del numero delle forze armate e di tutta l'industria della difesa di tre volte, come in tempo di guerra. Per non parlare delle sanzioni e dell'abbassamento del livello di vita di decine di milioni di propri cittadini. "Solo uno stupido potrebbe affermare che questa sia la fine degli sforzi del Cremlino. Indipendentemente da chi siederà nel suo ufficio" è convinto Lelonok.

"Il controllo della società, delle strutture, delle forze di sicurezza, del capitale, dei media e dell'opposizione non è l'unico vantaggio della Russia" ha aggiunto lui. Il suo risultato sta nella sua operatività. Basti pensare di quanto tempo abbia bisogno la NATO o l'UE per prendere una decisione congiunta, e di quanto tempo avrebbe bisogno la Russia, per esempio per autorizzare un attacco militare o imporre delle sanzioni.

"Non conoscere il nemico è un grosso errore il quale i russi non fanno, a differenza dell'élite occidentale. Senza conoscere il nemico è difficile stabilire quali siano le sue intenzioni e la portata della sua minaccia" scrive l'autore.

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I servizi segreti russi usano le debolezze e i problemi dell'Occidente colpendoli senza pietà e con precisione, lavorando con piani a lungo termine e sostenendo leader, politici, scienziati, imprenditori e specialisti in vari ambiti. Questa "rete" non è unificata, e non conta di esserlo. In questo sta la sua forza e la vera e propria minaccia: è indipendente, sfaccettata, ed è capace di legare ideologie ed ambienti, che non si rendono nemmeno conto di essere stati aggregati per volere dei piani russi.

"L'obiettivo non è rendere l'Occidente simile alla Russia, ma di cambiare il modo di interpretare e di vedere le azioni di Mosca. Qui è necessaria l'interazione delle èlite, dei politici, dei media, ma anche di altri enti pubblici. Perché la vera lotta è per le menti del pubblico. In questa guerra non ci sarà mai una vittoria decisiva, soprattutto quando le organizzazioni internazionali e i paesi occidentali continuano a chiedersi se ha senso la creazione e il sostegno finanziario delle strutture che potrebbero entrare in conflitto con il nemico. Nonostante il fatto che siano passati molti anni, continuiamo a domandarci se siamo in generale in un periodo di guerra" riassume nel portale dziennik.pl Adam Lelonek.

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