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Troppi estremisti, l'intelligence britannica non riesce a controllarli tutti

© AP Photo / Dave ThompsonControlli per strada a Manchester
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La crescita del numero di estremisti in Gran Bretagna ha portato al crack del sistema di intelligence: i servizi di sicurezza del paese faticano a fare il loro lavoro.

Lo scrive il Daily Mail, sulle cui colonne si legge la seguente statistica: circa 850 cittadini britannici sono scappati all'estero per arruolarsi nello Stato Islamico, dopo che quest'ultimo aveva conquistato nuovi territori in Siria ed Iraq. Mano a mano che l'ISIS perde terreno, gli estremisti sudditi di Suà Maesta rientrano in Gran Bretagna e possono organizzare una nuova serie di attacchi.

Centinaia di jihaidisti sono stati uccisi, ma molti foreign fighters sono tornati a casa, dopo aver completato un corso di addestramento militare e sono in grado di utilizzare materiale esplosivo e armi incendiarie — si legge nell'articolo.

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Il Daily Mail sottolinea che per assicurare la sorveglianza completa, ventiquattro ore al giorno, su un solo sospetto, è necessario il lavoro di 30 uomini dell'intelligence. Tuttavia le risorse limitate del MI5 bastano a controllare soltanto 50 sospetti terroristi.

E tutti gli altri?

Il deputato della formazione laburista "Birmingham Perry Bar", Khalid Mahmood ritiene che l'attentato di Manchester testimoni la debolezza dei servizi speciali britannici:

"Sono molto preoccupato del fatto che un jihaidista di ritorno possa di nuovo entrare nel paese varcando indisturbato tutte le frontiere"

​Mahmood ha poi aggiunto che il numero di agenti dei servizi di frontiera dal 2010 ad oggi è stato tagliato del 50% e che la Gran Bretagna "non ha avuto e non avrà mai" confini sicuri. Secondo il deputato, per bloccare la nuova ondata di jihaidisti di ritorno le forze speciali britanniche dovrebbero lavorare 10 volte di più di oggi.

Nella serata del 22 maggio alla Manchester Arena un esplosione durante il concerto della popstar USA Ariana Grande ha causato la morte di 22 persone ed il ferimento di 120. Ad azionare la deflagrazione è stato il terrorista suicida Salman Abedi, ritornato da poco dalla Libia. Durante una perquisizione nel suo appartemento è stata trovata polvere da sparo e tutti gli oggetti necessari per la fabbricazione artigianale di bombe.

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