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Chi trae vantaggio dall'instabilità in Libia?

© REUTERS / Ismail ZitounyMilitari dell'esercito della Libia
Militari dell'esercito della Libia - Sputnik Italia
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Il 2 maggio nella capitale degli Emirati Arabi si è svolto un importante incontro tra il capo del governo libico di unità nazionale Fayez al-Sarraj e il feldmaresciallo Khalifa Belqasim Haftar, difensore del governo secessionista "orientale" a Tobruk.

Tutti si aspettano che i negoziati aiuteranno a rompere la situazione di stallo venutasi a creare nel processo di normalizzazione della crisi del Paese nordafricano.

Secondo alcuni esperti, non tutti sono interessati alla risoluzione pacifica della crisi libica. Il deputato libico Abu Bakr Baeer ha dichiarato all'agenzia Sputnik che

"la posizione dei protagonisti della politica internazionale per affrontare crisi è vaga e incerta. Per loro la cosa più importante è recuperare i soldi investiti nel Paese. E' più importante della risoluzione della crisi. La comunità internazionale non ha formulato nessun piano per normalizzare la crisi".

Secondo il deputato, le forze che interrompono il processo di pace creano tensione agendo nell'interesse delle potenze mondiali.

Il politologo libico Mukhtar al Jidal ritiene che "l'accordo tra il governo di unità nazionale e l'esercito verrà sabotato da Qatar e Turchia, desiderosi di espandere la loro influenza tramite il movimento islamista dei "Fratelli Musulmani".

Secondo l'esperto, i servizi segreti tedeschi e francesi hanno fatto grandi sforzi per minare la reputazione del governo di riconciliazione nazionale tra i libici.

Da Occidente vengono diffuse voci sul fatto che il governo libico finanzia e consegna armi ai gruppi armati.

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