Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Dalle Coree alla NATO, la Grande America di Trump la devono pagare gli alleati

© AP Photo / Andrew HarnikDonald Trump
Donald Trump - Sputnik Italia
Seguici su
Per capire il comportamento di Donald Trump non bisogna mai dimenticare che è stato un imprenditore senza alcuna responsabilità politica prima dell’attuale. Se non ci si ricorda di questo fatto, molti dei suoi comportamenti appaiono inspiegabili. O stupidi. O quantomeno sconvenienti.

E' così per le dichiarazioni in merito alla NATO durante o dopo la campagna elettorale. Oppure l'annunciata denuncia del Nafta, poi ridimensionata. E quella sul TPP, anch'essa in via di revisione.

Negli ultimi giorni, ha sorpreso la sua affermazione che sarebbe "onorato" di incontrare Kim Jong Un, quello stesso personaggio che, pochi giorni prima, aveva apostrofato come dittatore sanguinario e aveva minacciato di bombardare "preventivamente". Se volessimo usare una perifrasi nostrana, verrebbe da domandarsi se "c'e'" o "ci fa".

Soldati alla parata miliatare a Pyongyang, Corea del Nord. - Sputnik Italia
Corea del Nord come esempio della fase finale del collasso dell’imperialismo USA

Eppure, proprio ricordando l'approccio imprenditoriale con il quale è cresciuto e che tuttora pensa essere l'unico adatto a ogni circostanza, s'intuisce la logica che sta dietro alle sue scoppiettanti affermazioni: si mostra duro, irremovibile, determinato al limite dell'incoscienza soltanto per cominciare le successive negoziazioni da un punto di forza, dopo aver disorientato l'interlocutore di turno. In altre parole, se volesse comprare un tappeto che gli fosse offerto a 1000 dollari, dopo averlo disprezzato a sufficienza, ne offrirebbe 10 ben sapendo che finirà col comprarlo almeno a 700. In realtà, non dovremmo nemmeno sopravvalutarlo perché molto spesso la sua tattica si è dimostrata inefficace o gli si è addirittura rivoltata contro. Un esempio? La questione del muro con il Messico e chi dovrebbe pagarlo. Un altro? La definizione della Cina come "manipolatore di valuta". Un terzo, pochi giorni fa, la marcia indietro con la Corea del Nord.

Purtroppo per lui, non esiste alcuna garanzia che la tattica "commerciale" possa sempre funzionare in politica anche perché raramente ci si troverà di fronte ad un solo interlocutore. Particolarmente in politica internazionale, gli interessi in gioco riguardano contemporaneamente e in modo incrociato molti più soggetti e le variabili in gioco si moltiplicano.

Soldati alla parata militare a Pyongyang, Corea del Nord. - Sputnik Italia
Perché Trump non attaccherà la Corea del Nord

Nel caso della Corea del Nord, perfino Paesi alleati come il Giappone e la Corea del Sud non hanno gradito le dichiarazioni aggressive contro Pyongyang perché hanno subito temuto che un possibile attacco americano potesse provocare una reazione violenta del vicino regime. Mentre il dittatore non sarebbe sicuramente stato in grado di reagire contro gli Stati Uniti, sia Seul sia le maggiori città giapponesi sarebbero diventate invece oggetto di bombardamenti e di lancio di missili, con migliaia di morti preventivate. Anche la Cina non si sarebbe limitata a proteste formali e nell'incontro in Florida fra Trump e il premier di Pechino, quest'ultimo non avrà mancato di diffidare il Presidente americano da comportamenti troppo azzardati. Il Tycoon si è quindi trovato in mano un bluff insostenibile e ha dovuto cedere all'equivalente bluff del coreano. Kim otterrà quindi ciò che da tanto tempo chiedeva senza ottenerlo: la negoziazione diretta con gli Stati Uniti per garantirsi l'accettazione americana del proprio regime. Non importa come e quando questo avverrà ma, poiché una guerra contro Pyongyang è oggettivamente impossibile e sarebbe comunque disastrosa, il passo indietro è diventato l'unica soluzione. Almeno per il momento.

I problemi per Trump, però, non finiscono qui.

Il suo predecessore aveva concordato con la ex Presidente Park (dimissionaria perché incriminata dalla locale magistratura per corruzione) l'invio del sistema anti missili THAAD in Corea del Sud, in funzione difensiva contro possibili lanci ostili dal Nord. La Cina lo ritiene uno strumento di spionaggio americano a proprio danno e vi si era decisamente opposta ma, dopo le ultime minacce nord-coreane, il sistema è stato comunque installato. Pechino ha allora reagito punendo i coreani del Sud con la chiusura di alcuni loro centri commerciali presenti sul proprio territorio, limitando il turismo e l'importazione di alcuni tipi di prodotti. Fu proprio temendo queste reazioni, aggiunte alla paura che l'installazione fosse giudicata dai vicini del Nord una "provocazione", che a Seul non tutti furono d'accordo nell'accettare che il sistema fosse installato. Al punto che la Presidente preferì non sottoporre l'intesa al Parlamento, affermando che non era necessaria un'approvazione formale poiché si trattava di un'operazione senza spese per il Paese. Ciononostante, pochi giorni fa in un'intervista con la Reuters Trump ha ricordato che il sistema THAAD costa un miliardo e duecentomilioni di dollari e che si aspetta che Seul ne paghi almeno un miliardo.  Si tratta di sei rampe di lancio, un radar e altri equipaggiamenti chiave sistemati in un luogo nel sud est coreano. Il Presidente americano ha calcato la mano minacciando che anche il trattato di collaborazione economica tra i due Paesi, firmato da Hillary Clinton quando era Segretario di Stato, andasse rivisto trattandosi di un "horrible deal". Senza revisione di tutte le condizioni gia' approvate dovrà essere cancellato.

Donald Trump - Sputnik Italia
Corea del Nord, Trump: No a linee rosse, ma agirò se necessario

Le sue parole sono però cadute nel pieno della campagna elettorale per la Presidenza e, naturalmente, nessun candidato ha il coraggio di dire agli elettori, già preoccupati per una situazione economica non brillante, che si dovrà pagare per un sistema di difesa presentato come "donato".

Il favorito nella corsa elettorale, Moon Jae-in (i sondaggi gli attribuiscono il 40 percento dei suffragi) aveva invano chiesto che lo spiegamento del sistema fosse "immediatamente sospeso" e ha dichiarato irricevibili le richieste di pagamento. L'altro candidato forte, che pur aveva appoggiato il THAAD, Ahn Cheol-soo (previsto attorno al 24%) ha dichiarato che il popolo coreano non potrà accettare di pagare per un qualcosa deciso dalla precedente amministrazione e ha chiesto che i contenuti di quell'accordo siano immediatamente resi pubblici. Gli altri candidati si sono rifiutati di commentare ma il Ministro della Difesa in carica ha dichiarato che nell'accordo era stato previsto che il Governo Sud Coreano avrebbe messo a disposizione il terreno con le relative facilities mentre gli Usa avrebbero supportato il costo del sistema, l'installazione, la gestione e la manutenzione.

Il sistema di difesa aerea THAAD. - Sputnik Italia
Corea, Seoul: Usa paghi per sistema difesa antimissile Thaad

In merito alla volontà di ridiscutere il trattato commerciale non si conoscono per ora commenti coreani.

Che entrambe le dichiarazioni presidenziali siano parte della solita tattica negoziale di Trump è possibile. Tuttavia, proprio un imprenditore come lui è stato dovrebbe sapere che "comanda chi paga" e non è possibile continuare a essere i "decisori" se si pretende che anche i "dipendenti" debbano contribuire. Forse sarebbe bene che anche i Capi di Stato dei Paesi europei membri della NATO glielo ricordino. O forse vuole una "America First" a spese degli altri?

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала