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WSJ: le sanzioni occidentali non hanno compromesso il settore petrolifero russo

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaEstrazione di petrolio
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L'industria russa non è stata colpita dalle sanzioni imposte dagli USA e dall'Unione Europea nel 2014, scrive il Wall Street Journal.

La produzione di petrolio in Russia nel 2016 è stata pari a 11 milioni di barili al giorno, raggiungendo un livello record negli ultimi decenni, scrive il giornale. Al contrario per le sanzioni è stata danneggiata la compagnia americana Exxon Mobil. Ad aprile l'amministrazione di Trump ha rifiutato la richiesta della società di ritirare alcune sanzioni per una serie di progetti di collaborazione con Rosneft, per lo sviluppo di giacimenti nel mar Nero.

In questo modo, la Exxon non è riuscita ad occuparsi di uno degli ultimi giacimenti di petrolio più promettenti e di mantenere un vantaggio competitivo, ottenuto nel 2011 per un accordo con la Russia per le riserve di idrocarburi nel mar Nero.

Allo stesso tempo, nonostante le sanzioni, l'Unione Europea offre agli impianti di produzione di energia delle sue aziende una maggiore libertà di azione nei rapporti con la Russia, sottolineano gli autori dell'articolo. Così, la BP britannica è riuscita a risparmiare quasi il 20% delle azioni di Rosneft e questo ha permesso di aumentare l'utile netto della società nel 2016, che ha raggiunto i 590 milioni di dollari. L'italiana Eni, in collaborazione con Rosneft, trivellerà un pozzo nel mar Nero alla fine del 2017 e prevede di esplorare le acque artiche del mare di Barents, scrive il giornale. La mancanza di strategia verso le sanzioni da parte dell'Occidente ha messo in discussione la loro efficacia. 

"Quando le sanzioni non vengono applicate in modo uniforme, si devono affrontare involontarie conseguenze" scrive il WSJ, citando l'ex vice-presidente della banca americana di import export Bill Arnold. USA ed Unione Europea hanno imposto sanzioni contro la Russia nel 2014, dopo la riunificazione della Crimea con la Russia. Le sanzioni, in particolare, prevedono il divieto per la fornitura alla Russia di tecnologie per la perforazione in acque profonde nella regione dell'Artico e mar Nero. A gennaio gli USA hanno esteso le sanzioni per un altro anno.

 

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