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Il Donbass potrebbe diventare più pericoloso di Chernobyl. Parte 2

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaDanni dei bombardamenti ucraini nel Donbass
Danni dei bombardamenti ucraini nel Donbass - Sputnik Italia
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Le vecchie e le nuove miniere in Donbass sono collegate tra di loro. Tutte queste miniere sono state chiuse all’inizio della battaglia dell’aeroporto di Donetsk: là il pompaggio delle acque reflue non si fa da due anni.

Un anno fa una fonte ha dichiarato ai media che le pompe funzionano ancora, ma "il livello dell'acqua è salito di molto inondando i tunnel orizzontali, giungendo fino ad una distanza di 8 metri dalle pompe".

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Oltre ai cedimenti del terreno e alla distruzione delle infrastrutture, l'accumulo delle acque di drenaggio è legato a dei rischi ancora più gravi. Il Donbass produce fino all'80% dei rifiuti tossici Ucraina, con più di 4000 stabilimenti inquinanti. Nel territorio del bacino si trovano 1350 cumuli di residui minerari, dei quali 350 ora stanno bruciando. Sotto ciascuno di essi ci sono acque sotterranee contaminate, e con la fuoriuscita delle acque di drenaggio dalle miniere di queste aree ci sarà una ulteriore fonte di inquinamento dei fiumi. E non è finita: nel 1979, a Yenakiievo nella miniera dei Giovani Comunisti è stata prodotta un'esplosione atomica, con una potenza paragonabile a quella di Hiroshima. Nel luogo dell'esplosione si formò capsula sotterranea dal diametro di 29 metri, successivamente riempita con acqua al cesio e stronzio. Si presume che fino ad oggi la capsula non sia mai stata drenata. È la miniera più pericolosa del Donbass, e andrebbe effettuata una bonifica della miniera contaminata da un'esplosione nucleare.

Tuttavia, come spiega Evgeny Yakovlev:

"L'ambiente geologico non è continuo: ci sono crepe, zone indebolite, rotture, e una bonifica sarebbe inefficace. I dati sugli effetti delle radiazioni sono inaccessibili. L'esplosione è paragonabile a quella di Hiroshima, 20 kilotoni".

A Nikitovka c'è un impianto di estrazione e lavorazione del mercurio, dove l'ex miniera produce ancora calore, mentre a Gorlovka c'è un'ex fabbrica di esplosivi dove sono rimasti materiali chimici tossici. Evgeny Yakovlev ricorda:

"Nel 1988 la pioggia si mischiò alle acque velenose ed entrò attraverso le crepe nei tunnel della miniera. I soccorritori morirono persino con le tute protettive. Comunicarono della morte di 10 minatori e quattro soccorritori. La contaminazione dei tunnel delle miniere ha interessato un aerea di 15 km".

Dal 2014, nei pressi di Gorlovka il canale "Seversky Donets — Donbass" è costantemente danneggiato dai bombardamenti. Se nel canale dovessero finire i rifiuti di Gorlovka o l'acqua di Yenakiievo o Nikitovka, le conseguenze dell'inquinamento sarebbero imprevedibili, e non minaccerebbe solo la Repubblica di Donetsk, ma anche la citta` ucraina di Mariupol. La causa di tutti i mali del Donbass è il suo sottosuolo, dice Evgeny Yakovlev:

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"Lo stato del sottosuolo del Donbass fino ad un chilometro di profondità sta cedendo, a causa delle deformazioni e delle "esplosioni" idrologiche, espellendo così le acque inquinate in superficie. È necessario parlare delle condizioni geologiche di molte migliaia di chilometri quadrati del Donbass, e della sua area di influenza, la quale, attraverso l'acqua del Seversky Donets e delle falde acquifere, arriva fino al Mar d'Azov e alla Russia. Siamo impotenti di fronte a questa catastrofe, ma possiamo agire per salvare parte del territorio e le vite delle persone.

In 200 anni nella regione del Donbass sono stati estratti 10 miliardi di metri cubi di carbone e minerali. Il sottosuolo è stato sventrato per l'estensione di 6000 chilometri quadrati. La regione delle miniere è inclusa in un cerchio di 15 mila chilometri quadrati, e l'intera regione è stata completamente modificata geologicamente. Finché il drenaggio delle acque minerarie veniva effettuato, c'era un certo equilibrio. Adesso nessuno sa cosa stia accadendo. Ci si può informare sulle condizioni delle miniere solo per telefono adesso.

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A causa dei cedimenti gli edifici, le vie di comunicazione, e le infrastrutture fondamentali scompariranno, e la fuoriuscita dell'acqua mineralizzata salmastra provocherà un enorme inquinamento. L'acqua potabile di Stakhanov, Neve e Krasnodon è già compromessa. Il Severskij Donetsk con suoi affluenti, porterà l'acqua velenosa nel Donbass e aumenterà i rischi ambientali delle acque in Russia. Con questo, il territorio delle repubbliche autoproclamate potrebbe diventare semplicemente invivibile. La maggior parte delle miniere di carbone ancora operative a Donetsk non investono nel drenaggio perché è costoso. Secondo i dati attuali il drenaggio nella regione è pari a 400-450 milioni di metri cubi all'anno, la metà rispetto agli anni precedenti alla guerra. Se le ostilità non cesseranno e il drenaggio rimarrà a quel livello per altri dieci anni, la regione scomparirà totalmente.

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Dalla parte ucraina il monitoraggio delle miniere è totalmente fermo. In una riunione con gli esperti a Mosca abbiamo concordato che c'è un urgente bisogno di dati da entrambe le parti per condurre studi completi su tutto il territorio delle miniere in Donbass. Per un metro di carbone estratto il terreno cede di 90 centimetri, e per il crollo di un edificio basta un cedimento di soli 20 centimetri. Distruggerà tutto, romperà i tubi, le vie di comunicazione, i gasdotti, l'esplosione è certa! È necessario capire dove e quando accadrà per poter evacuare gli abitanti, perché non possiamo cambiare i processi geologici avviati. Per due settimane, a novembre 2016, una squadra speciale nel territorio controllato dall'Ucraina ha studiato le condizioni delle fonti di acqua potabile attingendo da una lista redatta dal servizio per le situazioni di emergenza, e l'88% di queste sono oramai contaminate! Quest'acqua era considerata potabile prima della guerra.

Durante le due settimane di ricerca sul campo ho pensato a Chernobyl, dove ho lavorato. Nella zona di Chernobyl dopo 30 anni le radiazioni sono parzialmente scomparse, parte degli isotopi si sono separati e siamo in prospettiva di poter tornare a vivere nel 90% dei territori. In Donbass la porporzione è invertita: il 90% del territorio non sarà adatta per sostenere la vita principalmente a causa della mancanza di acqua potabile".

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