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La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Accuse pesanti dall'ex presidente afghano Karzai: ISIS strumento nelle mani di Washington

© Sputnik . Sergey Guneev / Vai alla galleria fotograficaEx presidente Afghanistan Hamid Karzai
Ex presidente Afghanistan Hamid Karzai - Sputnik Italia
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In un'intervista esclusiva con Fox News, l'ex presidente dell'Afghanistan Hamid Karzai ha duramente criticato le azioni degli Stati Uniti in Afghanistan e denunciato i loro abusi nel combattere il terrorismo.

Secondo Karzai, nonostante gli sforzi per sradicare il terrorismo siano cresciuti, proprio Washington ha creato l'ISIS e ora utilizza il gruppo islamista come strumento per imporre i propri diktat ai Paesi colpiti dalla guerra.

Nonostante lo schieramento di truppe supplementari in Afghanistan e l'incremento degli sforzi degli Stati Uniti per sradicare il terrorismo, in particolare l'ISIS, l'ex presidente dell'Afghanistan Hamid Karzai è convinto che Washington si trova dalla stessa parte dei terroristi islamici, riporta Fox News.

"Il Daesh è una creatura americana, — Karzai ha detto in un'intervista esclusiva con il canale televisivo statunitense. Il Daesh, ovviamente sconosciuto nel Paese, è apparso in Afghanistan nel 2015, durante la presenza degli Stati Uniti".

"Il gruppo è solo uno strumento nelle mani degli Stati Uniti. <…> Prima il Daesh porta via i suoi uomini, dopo gli Stati Uniti lanciano una bomba enorme… Bombardate pure quanto vi pare," — ha dichiarato Hamid Karzai.

Secondo il politico, Washington cerca di sfruttare l'Afghanistan come un banco di prova per i suoi "giocattoli". "Vedono l'Afghanistan come terra di nessuno, dove è possibile effettuare prove e soprusi, ma si sbagliano. Viviamo in un Paese con persone profondamente patriottiche che non possono più tollerare questa situazione."

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