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Mogherini da Lavrov, nulla di fatto

© Sputnik . Eduard Pesov / Vai alla galleria fotograficaIncontro tra Sergei Lavrov e Federica Mogherini
Incontro tra Sergei Lavrov e Federica Mogherini - Sputnik Italia
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Nonostante le divergenze si può cooperare fra Unione europea e Russia, il dialogo è fondamentale, contro il terrorismo bisogna combattere uniti. Sembra di sentire il solito tormentone, parole e zero passi concreti, ancora una volta. Mogherini da Lavrov, nulla di fatto.

È giunta al termine la visita ufficiale a Mosca dell'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea Federica Mogherini, che ha discusso assieme al ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov lo stato dei rapporti fra la Russia e l'Europa.

"Sarebbe surreale considerarsi dei partner strategici ed imporre delle sanzioni reciproche" ha dichiarato il capo della diplomazia europea nella conferenza stampa seguita al faccia a faccia con il Ministro Lavrov, il quale ha posto l'accento sulla necessità che tutte le parti in causa si adoperino per attuare gli accordi di Minsk.

Malgrado le divergenze, ribadite da entrambe le parti, Lavrov e Mogherini hanno sottolineato la necessità di sviluppare il dialogo fra Unione europea e Russia. Oltre le parole si passerà mai ai fatti? Per tirare le somme dell'incontro Sputnik Italia ha raggiunto Tiberio Graziani, presidente dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (l'IsAG), direttore della rivista "Geopolitica".

—  In conferenza stampa Federica Mogherini ha definito il faccia a faccia con Sergey Lavrov amichevole, positivo e costruttivo. Tiberio, qual è il tuo punto di vista sull'incontro?

© Foto : fornita da Tiberio GrazianiTiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (The Platform for Future Issues and Challenges)
Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (The Platform for Future Issues and Challenges) - Sputnik Italia
Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (The Platform for Future Issues and Challenges)

—  I toni della Mogherini sono stati molto concilianti e smorzati, questo testimonia la fragilità politica dell'Unione europea, una fragilità aumentata nelle ultime settimane, per via delle votazioni in Francia.

Il tono conciliante della Mogherini è dovuto al fatto che l'Unione europea ha perso uno dei Paesi più ostili alla Federazione russa, vale a dire la Gran Bretagna. C'è da presumere che nelle prossime settimane dopo l'elezione del nuovo presidente o presidentessa della Francia, la situazione per l'Unione europea probabilmente peggiorerà. Avremo un'Unione europea molto più fragile, anche nell'ipotesi di una vittoria di Macron. L'europeismo di Macron dovrà tener conto della profonda divisione che c'è in Francia e dovrà rispondere agli interessi nazionali francesi.

Questo si rifletterà sulla politica dell'Unione europea. Bisognerà inoltre attendere l'esito elettorale della Germania. Anche in quel caso il più europeista che potrà vincere indebolirà ancora di più l'Unione. Tornando alla Francia, Macron non potrà essere europeista alla Junker.

—  Il ministro Lavrov e Mogherini hanno inoltre sottolineato le divergenze di vedute su varie questioni, una fra tutte la Crimea.

Sergey Lavrov e Federica Mogherini - Sputnik Italia
Incontro tra Mogherini e Lavrov: "UE vuole cooperare con la Russia su lotta a terrorismo"

—  La Mogherini ha ribadito con fermezza che non si può transigere sulla Crimea. Questo aspetto però fa parte del gioco delle parti, chiaramente l'Unione europea non può fare marcia indietro improvvisamente sulla questione della Crimea, anche perché essendo una secessione, almeno dal punto di vista del diritto internazionale, è un indicativo esempio di frammentazione di uno Stato. Questo induce negli europeisti una grande preoccupazione, perché vivono oggi una fase difficile dovuta alla volontà di diversi Paesi a secedere dall'Unione europea.

—  All'incontro si è parlato anche di lotta al terrorismo, nemico comune della Russia e dell'Unione europea. Qui i due politici erano sulla stessa lunghezza d'onda?

—  Si è parlato di sicurezza a livello regionale e mondiale, però tengo a precisare che ormai per quanto riguarda la lotta al terrorismo sta diventando anche questo sempre di più un aspetto della retorica dei vari capi di Stato. Ad ogni vertice si parla della lotta al terrorismo, ma sembra nessun leader europeo abbia la capacità di assumersi la responsabilità di sciogliere il nodo di Gordio, oserei dire, della Libia e in particolare della Siria.

Federica Mogherini - Sputnik Italia
“UE non è alleanza di ferro”: senatore russo deride la sicurezza della Mogherini
 Una domanda da parte dei giornalisti riguardava le sanzioni. Lavrov ha sottolineato che gli accordi di Minsk devono essere rispettati da tutte le parti, la Mogherini da parte sua ha precisato che la cooperazione fra Ue e Russia non è congelata. "Non si può far finta che non sia accaduto nulla nel 2014" ha aggiunto però l'Alto rappresentante Ue per gli affari esteri. Sembra di sentire per l'ennesima volta gli stessi discorsi. Si arriverà mai a dei passi concreti in merito alle sanzioni?

—  Non credo affatto che si possa, almeno ad oggi, tentare di mettere una roadmap per arrivare alla soluzione delle sanzioni. Penso che questo sarà probabilmente possibile dopo tutti gli esiti elettorali, in Francia, Germania e in seguito anche all'esito referendario della Gran Bretagna. Tutte le politiche degli Stati membri dell'Unione europea e non, come nel caso della Gran Bretagna, si rifletteranno in un modo o nell'altro in maniera pesante sulla cosiddetta politica estera dell'Unione europea. Tutti i tentativi che Bruxelles metterà in campo per la questione delle sanzioni e dei rapporti con la Russia saranno influenzati dalle politiche dei vari Stati nazionali, dai nuovi presidenti e i nuovi parlamenti.

—  Per il momento, nonostante l'incontro Mogherini-Lavrov, è difficile capire il possibile quadro futuro dei rapporti fra l'Unione europea e la Russia?

—  Per la questione delle sanzioni bisognerà aspettare un anno, un anno e mezzo, in vista anche delle elezioni che ci saranno probabilmente in Italia nel 2018. Sulle sanzioni non ci saranno grossi cambiamenti quindi nel breve periodo.

È anche vero che esiste l'incognita delle azioni di Trump, che ci ha abituato a dei cambi di rotta improvvisi, dettati peraltro attraverso i tweet. Le mosse di Trump quindi rappresentano per noi un interrogativo. Io ho sempre sostenuto, ancor prima dell'elezione del nuovo presidente, che la politica statunitense non può cambiare. Vedremo i tatticismi di Trump, ma a mio parere gli Stati Uniti sono sempre un Paese che tende a frammentare e a rendere difficili i rapporti fra la Russia e la Cina, fra la Russia e l'Europa e anche fra la Russia e il Giappone.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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