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Un completo disastro: USA si contraddicono in colloqui con Mosca

© REUTERS / Kevin LamarqueTrump
Trump - Sputnik Italia
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La Casa Bianca chiaramente sta cercando di fare il possibile affinché le sue dichiarazioni in politica estera risuonino importanti. In realtà lo sono. Ognuna a modo suo. Segue una dichiarazione, anche questa molto importante, ma che contraddice tutto quello detto prima. Non c’è ordine chiaramente nella Casa.

Ilya Harlamoff, radio Sputnik

La nuova amministrazione americana alla fine ha elaborato il proprio stile personale. Uno stile simile a quello dell'eroina nel film sovietico "Pokrovskie Vorota": io sono così goffa, inattesa… tutta spigolosa davvero… tutta contradditoria". L'elite attuale di Washington si comporta pressappoco così. Di volta in volta dimostra una tale differenza nelle opinioni e negli approcci ai problemi principali mondiali che sorprendentemente non si sa mai cosa aspettarsi dagli americani. Fanno ancora più paura i vari "pulsanti" militari e per questo loro ci scherzano anche pesantemente. In Siria bombardano a tappeto con i missili. In Afghanistan lanciano "la madre di tutte le bombe". Poi inviano verso le coste della Corea del Nord una flotta solo per condurre dei negoziati, sull'imminente guerra nucleare.

Cremlino - Sputnik Italia
Putin incontra Tillerson e Lavrov al Cremlino
Il consigliere del presidente degli Stati Uniti per la sicurezza nazionale, il tenente generale Herbert Mcmaster ha detto che la Russia "conduce attività sovversive in Europa". Su quali siano queste attività non viene portata nessuna prova. Tuttavia, negli ultimi tempi non ne hanno bisogno. Mcmaster ha anche accusato la Russia di sostenere il presidente Siriano Bashar al-Assad, il quale è stato definito come il responsabile per la prosecuzione del conflitto armato in Siria. Secondo il generale, il conflitto alla fine si è diffuso in Iraq, e quindi i suoi effetti sono stati sentiti nei paesi vicini e in Europa. In questo ovviamente c'è molta confusione, ed è inaccettabile per un funzionario di tale livello. L'Iraq è stato il primo paese dove è scoppiato il conflitto, molti anni prima della guerra in Siria. E il conflitto in Iraq, se qualcuno si è dimenticato a Washington, è la diretta conseguenza dell'ingerenza americana nel paese. Herbert Mcmaster ha aggiunto che la recente visita del segretario di stato Rex Tillerson a Mosca "è avvenuta nel momento giusto". Secondo il consigliere di Trump, è il momento giusto per condurre una "dura conversazione con la Russia" sul suo sostegno ad Assad. E di nuovo una totale confusione.

C'è da dire tuttavia che McMaster non è da solo, ma che segue rigorosamente la linea generale della politica estera americana, o come dire la moda della stagione. Lo stesso Donald Trump ha parlato di Assad diverse volte contraddicendosi da solo: prima la sua deposizione è assolutamente necessaria, adesso il contrario, il cambio di potere a Damasco non è fondamentale per la risoluzione del conflitto; Assad ora è un "animale", adesso "peggio di Hitler", poi di nuovo "una realtà politica con la quale è necessario confrontarsi. Questa cacofonia di dichiarazioni e giudizi continua a sopraggiungere da Washington. Anche per quanto riguarda la visita di Tillerson, alla quale ha fatto riferimento Herbert Mcmaster come una opportunità per parlare duramente con Mosca,  c'è un incongruenza. Hanno detto che il segretario di stato avrebbe portato in Russia quasi un ultimatum: o si sarebbe dovuta schierare con il lato illuminato dell'umanità, o con il medio oriente "tiranno" e subire l'isolamento. In realtà è andato tutto in modo diverso. Il segretario di stato ha condotto un lungo colloquio con Lavrov e il presidente Putin. In alcuni ambiti si è riusciti a negoziare, in altri le proprie posizioni non si sono mosse di un millimetro. Ma Trump ha definito i risultati del lavoro di Tillerson come "brillanti". A proposito, lo stesso McMaster dopo i suoi quasi adirati sproloqui è giunto ad un conclusione che sconfessa quello detto poco prima: "quando le relazioni hanno toccato il fondo, non c'è nessun altra possibilità se non tornare in superficie". Ed esprime la speranza che si trovino delle aree per una cooperazione reciprocamente vantaggiosa e per un graduale miglioramento delle relazioni bilaterali. Infatti in questo ambito Mosca dimostra una grande apertura e prontezza, ad esempio, ritornando a osservare il memorandum per la prevenzione degli incidenti in Siria. Per questo Washington deve confermare l'obiettivo della lotta al terrorismo e non approcciandosi a Mosca con delle accuse infondate e infinite recriminazioni. Il primo passo per la cooperazione è il rispetto reciproco e la considerazione degli interessi di entrambi. Se per la leadership americana è così fondamentale la figura di Assad, ha bisogno di calmarsi, per raffreddare l'ardore. Mosca non sostiene Assad e non sta cercando di proteggere o mantenere il suo potere a qualsiasi costo. Su questo si è espresso Sergey Lavrov dopo i colloqui con il suo omologo statunitense. Il Presidente del Consiglio della Federazione, Valentina Matvienko, si è espressa nella stessa maniera negli incontri con le autorità dell'Arabia Saudita. La questione è un altra: che ci sia Assad in Siria o no è un problema del popolo siriano, e non di forze esterne. E' il momento che Washington lo capisca, e che in generale formuli una posizione univoca sulla Siria, che sarà costantemente applicata alla realtà. Fino ad ora questa posizione non è stata espressa. Ma è pieno di politica estera "creatività" e экспромтов. Non e ' una buona linea di condotta negli affari internazionali, tanto più quando si tratta di superpotenza nucleare. In compenso la politica estera USA adesso è piena di craetività e improvvisazione. Non è proprio una buona condotta negli affari internazionali per una potenza nucleare.

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