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Seconda guerra di Corea: quali conseguenze dal conflitto tra USA e Pyongyang?

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Il possibile conflitto militare tra Stati Uniti e Corea del Nord minaccia conseguenze devastanti per il mondo intero, scrive sulla rivista americana The National Interest l'ex consigliere della Camera dei Rappresentanti per la politica estera Dennis Halpin.

Oltre alle armi nucleari stimate in 20 unità, la Corea del Nord dispone di 5.000 tonnellate di armi chimiche, scrive l'analista nell'articolo, riferendosi ai dati d'intelligence di Seul.

Pyongyang non ha missili balistici intercontinentali in grado di colpire direttamente il territorio americano, tuttavia i missili di piccole e medio raggio dell'esercito nordcoreano sono perfettamente in grado di colpire le basi statunitensi in Corea del Sud, Giappone e Guam (Pacifico).

Allo stesso tempo Pyongyang ha a portata di tiro della sua artiglieria Seul, la capitale sudcoreana con 10 milioni di abitanti, ricorda Halpin.

Nel caso di utilizzo di armi chimiche ci saranno vittime non solo tra i coreani, ma anche tra i molti cittadini americani residenti nella penisola, per non parlare del contingente militare formato da 28mila soldati.

Un'altra vittima dell'eventuale "Seconda Guerra di Corea" diventerebbe l'economia mondiale.

Se nella regione iniziasse una guerra, si svuoteranno molto rapidamente gli scaffali dei negozi americani, pieni di merci provenienti dall'Asia orientale, ipotizza Halpin.

Se la Cina vedesse minacce ai suoi interessi nazionali interverrebbe a sostegno della Corea del Nord e in questo caso le conseguenze dei mercati internazionali diventerebbero veramente devastanti.

Oltre a milioni di vittime, la nuova guerra minaccia la completa distruzione delle infrastrutture della Corea del Sud, il collasso del commercio mondiale, il crollo dei mercati, il coinvolgimento della Cina ed infine l'utilizzo di armi nucleari in guerra dopo Hiroshima e Nagasaki.

Occorre pensare attentamente quanto sia giustificato dal rischio di qualsiasi azione contro la Corea del Nord, conclude Halpin nel suo articolo.

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