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“Non fanno paura le notizie fake, ma chi ha il potere di manipolare l'informazione”

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Il noto ricercatore universitario e psicologo Robert Epstein afferma che gli sforzi di Google, Facebook e simili per cercare di sopprimere le notizie fake sono potenzialmente più dannosi delle notizie false in sé.

Notizie fake come cartelloni pubblicitari

In primo luogo le notizie fake sono competitive. Sono esattamente come i cartelloni pubblicitari e gli spot televisivi, molti dei quali contengono informazioni false. Per ogni notizia falsa che pubblichi su di me, posso pubblicarne due su di te. Posso anche pubblicare notizie vere per cercare di correggere l'informazione o anche storie vere per mettere in mostra la loro falsità. Suona familiare?

Gettare fango è endemico della politica e lo sarà sempre, nessun algoritmo potrà mai fermarlo.

In secondo luogo le notizie fake sono fonti visibili di influenza. Quando attraverso Facebook o il motore di ricerca di Google vi imbattete in una notizia in cui si sostiene che Hillary Clinton è un marziano, vi rendete conto che siete influenzati. Potete vedere la storia di fronte a voi, proprio come si può vedere in un giornale o in un cartellone pubblicitario o in uno spot televisivo.

Fonti visibili di influenza impattano le persone prevedibilmente: le persone prestano attenzione alle notizie che sostengono i loro pregiudizi e convinzioni ed ignorano o rifiutano il resto.

Molto più pericolosi sono i nuovi tipi di influenza che le persone non possono vedere. Negli ultimi anni ho scoperto e studiato le nuove fonti di influenza on-line, come ad esempio il Search Engine Manipulation Effect (SEME, "effetto della manipolazione dei motori di ricerca") e il Search Suggestion Effect (SSE, effetto della proposta di ricerca), che sono del tutto invisibili alla maggior parte delle persone: è un tipo di influenza che non ha precedenti nella storia umana. Le ricerche pilotate possono avere un impatto drammatico sulle opinioni, gli acquisti e le preferenze di voto della gente, quando appaiono i suggerimenti mentre si inizia a digitare un termine di ricerca nella barra di ricerca di Google. Questo tipo di influenza non è niente rispetto ai cartelloni pubblicitari o alle notizie false, perché praticamente nessuno può vedere il pregiudizio e quando la gente non può vedere fonti di influenza, erroneamente conclude di ragionare con la propria testa.

Brutta storia

Per il fatto che le notizie false sono visibili e competitive, in esse non ci vedo granchè di spaventoso. Ciò che mi spaventa è l'idea che società rapaci come Google e Facebook possano decidere quali notizie siano false, quindi decidere quale informazione soddisfa i loro criteri, e poi o etichettare quelle storie come dubbie o nel caso estremo farle scomparire.

Le notizie false sono fastidiose, di sicuro ci sono sempre state e sempre ci saranno. Ma permettere alle grandi società di tecnologia non regolamentate di gestire le notizie false, in altre parole gestire le nostre notizie, è potenzialmente molto più dannoso delle notizie fake in sé.

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