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La Siria teme di fare la fine dell'Iraq e dice no a commissioni d'inchiesta indipendenti

© Foto : Mohamed MaarufUna foto di Aleppo, in Siria
Una foto di Aleppo, in Siria - Sputnik Italia
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Damasco non permetterà all'Occidente di condurre delle indagini senza il proprio consenso sull'utilizzo di armi chimiche a Idlib. Ma non si esclude la creazione di una commissione indipendente con la partecipazione di Russia, Iran e Cina, ritiene il consigliere politico del Ministero dell'informazione siriano e politologo Ali Ahmad.

In precedenza la rappresentanza permanente USA presso l'ONU ha comunicato a Sputnik che USA, Francia e Gran Bretagna hanno stilato nel Consiglio di Sicurezza ONU, un progetto di risoluzione in relazione alla notizia dell'utilizzo di armi chimiche nella città siriana di Idlib. Secondo le informazioni fornite il documento contiene una richiesta di concessione di una missione congiunta dell'ONU e dell'OPAC per indagare sull'uso di armi chimiche.

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"Riguardo la vostra richiesta, la parte siriana non permetterà sicuramente di entrare in Siria senza il consenso del governo siriano, specialmente se sarà fatto solo dai rappresentanti occidentali. Se alle indagini parteciperanno paesi amici della Siria, tra i quali la Russia, per scoprire la verità sull'accaduto, allora ci si potrebbe anche pensare. Perché l'occidente cerca sempre di dettare le proprie condizioni alla Siria… probabilmente le commissioni saranno ragionevoli e includeranno la parte russa, iraniana, cinese e molte altre. La Russia ha invitato a creare un gruppo nel quale verranno inclusi occidente e oriente per indagare sull'accaduto e scoprire la verità. L'occidente invece vuole solo i suoi uomini" ha detto a RIA, Novosti Ali Ahmad.

Secondo l'esperto siriano, permettere alle parti occidentali di portare avanti delle indagini indipendenti sarebbe un "errore del passato" sull'esempio di quello che è accaduto in Iraq.

"Quando hanno accusato l'Iraq di possedere armi di distruzione di massa c'erano delle grandi commissioni, e dopo aver distrutto il paese, le stesse hanno ammesso di essersi sbagliate. Perché ripetere gli errori degli altri" sottolinea Ahmad.

​Parlando delle accuse dei paesi occidentali contro il governo siriano di martedì, per aver utilizzato delle armi chimiche nella provincia di Idlib, Ali Ahmad ha sottolineato che i capi di molti paesi hanno subito accusato Damasco senza aspettare ulteriori dettagli dell'incidente. Inoltre secondo lui questa è una "decisione politica" presa per supportare le bande armate illegali che combattono contro le forze armate siriane sul territorio del paese.

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"Quando l'esercito vince e riconquista le città, i paesi e i distretti dai terroristi non ha bisogno di armi speciali, gli bastano gli armamenti classici. Sarebbe come se una persona si sparasse da sola su un piede, non sarebbe logico. D'altra parte tutte le armi chimiche della Siria, prodotte per combattere Israele, sono state distrutte nel 2013 con la partecipazione dei paesi occidentali, e dunque la Siria adesso è priva di armi chimiche. Adesso loro attaccano nuovamente la Siria politicamente e mediaticamente, con lo scopo di fermare le vittorie dell'esercito siriano e di restituire i territori ai terroristi, supportati da Arabia Saudita, Qatar, Turchia e altri paesi. Vedono grandi sconfitte e vogliono fermare in tutti i modi la lotta la terrorismo" ha detto l'esperto.

Il Ministero della difesa della Russia ha comunicato che l'aviazione siriana ha condotto dei raid aerei nelle periferie della città di Khan Shaykhun nella provincia di Idlib contro un deposito di munizioni dei terroristi, il quale conteneva scorte di armi chimiche.

Il comando dell'esercito siriano a sua volta ha dichiarato ufficialmente martedì che le forze governative della Siria non hanno mai utilizzato, ne sono intenzionate ad usare armi chimiche, e la responsabilità di quanto accaduto a Idlib è dei guerriglieri e dei loro sostenitori, definendo le dichiarazioni dei guerriglieri un tentativo di "giustificare le proprie sconfitte davanti ai propri finanziatori".

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