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USA, media: gli americani guardano gli immigrati russi con sempre maggiore sospetto

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Gli immigrati russi negli USA hanno raccontato al Washington Post che dopo la questione della presunta interferenza di Mosca nelle elezioni presidenziali gli americani hanno iniziato a trattarli con sospetto.

Igor Efimov, preside della Facoltà di Ingegneria Biomedica presso la George Washington University, si è detto indignato dalle accuse infondate dei media statunitensi contro i russi.

«Non so cosa ci sia dietro queste accuse, se la Russia sia coinvolta o meno. Probabilmente, ma vorrei anzitutto conoscere i fatti», ha detto Efimov.

L'agente immobiliare Lilia Rozhkova ha raccontato che i suoi amici e colleghi americani all'inizio la prendevano in giro chiedendole se fosse una spia del KGB, ma dopo che i media hanno iniziato a parlare dell'interferenza russa il tono scherzoso ha lasciato spazio a discorsi accusatori sempre più seri.

«Adesso più i media parlano di Russia, più loro credono che questo sia vero», ha aggiunto la Rozhkova.

Il rettore della cattedrale ortodossa di San Giovanni Battista di Washington, reverendo Viktor Potapov, crede che l'interazione tra americani e russi stia tornando ai livelli della Guerra Fredda. Egli è convinto che la questione dell'interferenza russa sia stata gonfiata a dismisura e che il ruolo della Russia sia stato frainteso. 

«Sono sempre felice quando c'è un commentatore americano che dice: ‘Non è possibile vedere agenti del KGB dietro ogni cespuglio'. Fermi tutti, facciamo una pausa e discutiamo sobriamente di quello che sta succedendo», ha sottolineato il reverendo Potapov.

 

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